| Asma |
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L'asma é una malattia cronica dei bronchi nella quale le vie aeree sono ristrette come risultato della contemporanea presenza di broncospasmo, di infiltrato infammatorio e di secrezioni nel lume bronchiale che provocano mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace. Tutti questi sintomi non si presentano contemporaneamente verificano sempre con la medesima intensità (quando sono molto intensi si parla anche di crisi d'asma) e possono svilupparsi in tempi diversi, nel corso della vita. ostruzione del flusso aereo che può essere misurata con lo spirometro o con il misuratore di picco di flusso espiratorio. L'asma costituisce oggi la terza voce di spesa dell'Assistenza Sanitaria Italiana. Molti ricercatori in tutto il mondo ritengono che alla base ci sia una predisposizione genetica; su questa agiscono fattori, cosiddetti scatenanti, che rendono clinicamente manifesta la malattia, possono aggravare l'asma fino a scatenare una vera e propria crisi.
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L’allergia è una risposta anomala da parte di persone che hanno una ben precisa connotazione genetica, cioè quella di produrre anticorpi della classe IgE nei confronti di sostanze dette allergeni. Chi è allergico riconosce come nocive delle sostanze che sono innocue per i soggetti non allergici. Le persone che sono costituzionalmente predisposte all’allergia sono definite “atopiche”. Ciascun individuo reagisce in base alle proprie caratteristiche immunologiche ed a seconda dell’organo interessato (organo bersaglio). Si possono dunque verificare: rinite e asma allergica, congiuntivite, orticaria e angioedema, tali manifestazioni possono presentarsi da sole o variamente associate. Se tutto l’organismo partecipa improvvisamente a questa risposta si avrà un reazione allergica acuta e generalizzata più grave, che viene denominata shock anafilattico.
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IL PRIMO PASSO: CONOSCERE LA MALATTIA
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Tosse, mancanza di respiro, senso di costrizione al torace, respiro sibilante sono sintomi respiratori che preoccupano le persone che li sentono e cercano di spiegarli al loro medico. Dottore cosa mi succede? Il medico pone delle domande per caratterizzare questi sintomo, per capire in quali occasioni si manifestano e se sono associati altri sintomi riferibili ad organi diversi dai bronchi, ad esempio il naso, gli occhi, l’apparato gastrointestinale, la faccia, la cute. E’ così che il paziente racconta la sua storia. E’ una storia guidata dalle domande del medico che di tanto in tanto interrompono il racconto. Viene chiesto se in famiglia c’è qualche altra persona che ha disturbi simili; si indaga sui primi anni di vita del paziente per conoscere se ci sono stati episodi di bronchite asmatica, assenze da scuola frequenti, difficoltà a partecipare all’attività fisica a scuola o con i compagni, visite al pronto soccorso o eventuali ricoveri ospedalieri per crisi respiratorie. Ai maschi viene chiesto se è stato fatto il servizio militare o se si è avuto l’esenzione per qualche motivo di salute. Si indaga sullo stile di vita, ad esempio se c’è l’abitudine al fumo di sigaretta o in caso negativo se ci sono accanto altre persone che fumano. Si cercano informazioni relative al tipo di lavoro e se questi sintomi hanno frequenza ed intensità diversa a seconda di dove mi trovo. Mano a mano che il racconto procede il medico mette insieme le diverse informazioni e comincia ad orientarsi su una ipotesi di patologia. Il primo inquadramento del medico è relativo ai fattori di rischio responsabili dei sintomi: sono di natura allergica o meno. Ecco quindi che viene chiesto in quale periodo dell’anno compaiono questi sintomi: hanno una presenza stagionale? Ci sono animali in casa? Ci sono alimenti o farmaci che il paziente evita per precedenti reazioni di prurito agli arti? O diversamente sono presenti durante esercizio fisico. Sono conseguenza della abitudine al fumo di sigaretta? Compaiono durante la stagione fredda come raffreddori che durano più a lungo e scendono ai bronchi dando tosse. L’aria fredda o la nebbia aumentano questi disturbi? C’è una correlazione con la posizione del corpo, ad esempio quando il soggetto è disteso, come nel coricarsi, magari dopo pasti abbondanti? Sono tali da determinare risvegli notturni. Ad un certo punto mi visita e chiedendomi di respirare a bocca aperta ascolta i miei polmoni. Se pur con l’apprensione che la continua presenza dei sintomi mi procura cerco di seguire l’evolversi della visita chiedendo, di tanto in tanto al dottore, che cosa posso avere; una domanda soprattutto mi preme, vorrei capire se posso guarire da questi sintomi. A questo punto della visita il medico mi dice che è probabile che abbia l’asma bronchiale ma che servono alcuni esami per confermare il suo sospetto ed eventualmente valutarne la gravità. Il primo esame consigliato è la spirometria. Altri esami si susseguiranno, alcuni per avere indicazioni precise sull’asma, altri per escludere altre ipotesi diagnostiche, altri ancora per conoscere eventuali cause di questi sintomi.
Completati gli accertamenti il medico mi rivede e spiegandomi i risultati degli esami mi dice che il sospetto iniziale è confermato, ho l’asma bronchiale. Chiedo subito se posso guarire e se questa malattia limiterà la mia vita, le mi relazioni, i miei hobby.
Lo stato d’animo che provo quando mi viene comunicata la diagnosi è un alternarsi di sollievo e preoccupazione. Sollievo perché sapendo l’origine dei miei disturbi posso capire come stare meglio; preoccupazione perché il dottore mi dice che è consigliato un programma di visite ed esami periodici, l’assunzione di medicine e provvedimenti ambientali di natura preventiva. Di fronte poi alla domanda per quanto tempo dovrò proseguire e quali rischi futuri ci sono per la mia salute, il medico mi rassicura ma rimanda la risposta dicendomi chiaramente che la mia adesione al programma di cure proposto è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di salute possibili compatibilmente con la gravità della mia asma. Mi fa presente che ci sono giovani atleti che hanno l’asma ma che sono riusciti a vincere anche la medaglia d’oro alle olimpiadi,.che l’asma è un malattia comune, che non impedisce ad esempio di avere bambini, che posso condurre una vita di relazione, e professionale, normale. Tutto ciò riducendo, ma possibilmente abolendo, i sintomi respiratori.
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Che cos'è l'asma? |
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L'asma è una malattia cronica dei bronchi nella quale le vie aeree sono ristrette come risultato della contemporanea presenza di broncospasmo, di infiltrato infiammatorio e di secrezioni nel lume bronchiale che provocano mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace. Tutti questi sintomi non si presentano contemporaneamente nella stessa persona, nè si verificano sempre con la medesima intensità (quando sono molto intensi si parla anche di crisi d'asma) e possono svilupparsi in tempi diversi, nel corso della vita. In genere è presente una ostruzione del flusso aereo che può essere misurata, in ambulatorio, con lo spirometro o, a domicilio, dal paziente, con il misuratore di picco di flusso espiratorio.
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Da che cosa è causato l'asma e quali sono i fattori che possono scatenarlo? |
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Nonostante l'asma sia una malattia conosciuta già nell'antichità e oggi molto diffusa, non se ne conoscono le cause. I ricercatori di tutto il mondo ritengono che, alla base ci sia una predisposizione genetica; su questa agiscono fattori, cosiddetti scatenanti, che rendono clinicamente manifesta la malattia, possono aggravare l'asma fino a scatenare una vera e propria crisi.
I più comuni fattori sono:
Gli allergeni
L'allergia è una risposta anomala da parte di persone che hanno una ben precisa connotazione genetica (cioè quella di produrre anticorpi della classe IgE) nei confronti di sostanze dette allergeni che sono la causa più frequente di asma. Gli allergeni che più spesso inducono l'asma sono gli acari (polvere di casa), i pollini, i peli o le piume di animali. A tutti gli asmatici si consiglia di eseguire un esame allergologico per identificare gli allergeni.
Le infezioni
Le comuni infezioni virali dell'apparato respiratorio (ad esempio il raffreddore e l'influenza) sono la causa più frequente di esacerbazione e di scatenamento di crisi.
L'attività fisica
A volte lo sforzo fisico può causare sintomi respiratori come la tosse una crisi, comunemente nei ragazzi e nei giovani adulti. Si parla in tal caso di broncospasmo da esercizio fisico perchè l’esercizio è il solo fattore che provoca i sintomi, Sono sintomi che si risolvono spontaneamente o con l’uso di un broncodilatatore. In alternativa si parla di aggravamento dell’asma bronchiale se l’esercizio fisico peggiora un asma già presente. A tutti sono noti i vantaggi di una pratica periodica di attività fisica quindi anche per coloro che soffrono di asma l'attività fisica è sempre da incoraggiare. Numerosi campioni sportivi hanno conseguito importanti vittorie in manifestazioni nazionali ed internazionali comprese le olimpiadi, anche se asmatici. Il vostro medico vi saprà consigliare come comportarvi prescrivendo i farmaci d utilizzare prima di iniziar euno sforzo fisico, sia quelli che sono da usare come cura di fondo dell’asma e che quindi possono proteggere da ogni imprevisto capace di scatenare asma.
Le medicine
Alcuni asmatici possono essere intolleranti all'aspirina e agli altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), ad alcune compresse per la pressione sanguigna e ad alcuni colliri per il glaucoma. Il consiglio del medico è indispensabile in questi casi.
Gli agenti sensibilizzanti di origine professionale
Alcune sostanze presenti nel luogo di lavoro possono far insorgere l'asma o peggiorarlo.In tal caso si parla di asma professionale. Tra le forme più frequenti si hanno l’asma da isocianati, utilizzati nella verniciatura dei mobili e l’asma da farine nei panifici e pasticcerie.
Gli ormoni sessuali femminili
In alcune donne l'asma può peggiorare prima del ciclo mestruale. Situazioni particolari sono quelle delle donne in gravidanza e in menopausa.
Gli alimenti
Contrariamente a quanto si crede comunemente, l'asma da alimenti è abbastanza molto raro anche se può essere molto grave. Gli alimenti o gli addittivi che causano i sintomi asmatici vanno riconosciuti ed eliminati dalla dieta. I cibi che più comunemente possono scatenar eun attacco d’asma sono latte, uova, crostacei, pesce, cioccolato, pomodoro, fragole ed altri tipi di frutta e verdura.
In periodi diversi uno o più di questi fattori scatenanti possono provocare crisi asmatiche. Chiedete sempre al vostro medico quali sono i fattori che vi possono provocare crisi asmatiche, se e come evitarle.
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Come convivere con la malattia? |
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L'asma è una condizione cronica che in genere accompagna il paziente per tutta la vita. Può insorgere a qualsiasi età e le crisi possono scatenarsi senza preavviso. Le crisi possono essere lievi o, anche se molto raramente, mortali. I sintomi vanno e vengono, possono durare qualche minuto o protrarsi per giorni interi. Nell'arco della giornata ci sono momenti più critici. La respirazione può andare in crisi durante la notte o al mattino presto. Questa forma di asma viene chiamata asma notturno. E' quindi fondamentale capire quando e come la malattia si manifesta a livello individuale per attuare specifiche misure ambientali di prevenzione, instaurare un programma terapeutico adeguato per sapere come fronteggiarla in caso di emergenza o di crisi o di altre situazioni particolari.
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Quali cure seguire? |
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Nella maggior parte dei casi l'asma può essere oggi curata molto bene, purchè il paziente segua diligentemente e regolarmente le raccomandazioni e le prescrizioni del medico. Un corretto ed adeguato uso dei farmaci è senza dubbio indispensabile per controllare la malattia. Nella maggior parte degli asmatici, i fattori scatenanti l'asma sono molti ed è impossibile evitarli tutti.
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Quali sono i farmaci utili per curare l'asma? |
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Ci sono due tipi di farmaci:
I farmaci antiasmatici di fondo, da usare regolarmente, sono quelli che vanno presi per cercare di porre la malattia sotto controllo evitando così l'insorgenza dei sintomi asmatici.
I farmaci antiasmatici sintomatici, da usare al bisogno, sono quelli che ci aiutano a risolvere i disturbi del respiro quando questi si verificano.
La maggior parte dei pazienti assume normalmente tutti e due i tipi di farmaci. Chi ha l'asma deve conoscere bene i farmaci che deve assumere (quali, a cosa servono, quando e come assumerli) e, soprattutto, deve sapere quali farmaci usare in caso di emergenza o di crisi (broncodilatatori a rapida azione, a dosaggi crescenti e cortisone per bocca ).
Chi ha l'asma deve avere sempre con sè le medicine da usare in caso di crisi (broncodilatatore a rapida azione e cortisone per bocca, nei casi più gravi).
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Inalatori o compresse? |
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Nella maggior parte dei casi i broncodilatatori vanno somministrati per via inalatoria perchè in tal modo il farmaco agisce solo dove è necessario senza causare effetti collaterali. In presenza di crisi più gravi si deve aggiungere anche un farmaco cortisonico da assumere per bocca o per iniezione.
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La somministrazione di farmaci antiasmatici per via inalatoria |
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La via di somministrazione dei farmaci per l’asma, più ovvia e più diretta è quella inalatoria perché favorisce la massima concentrazione del farmaco nei bronchi con conseguente riduzione dei possibili effetti collaterali indesiderati. Comprendono bombolette spray predosate, aerosol predosasti autoinalanti, erogatori di farmaco in polvere e nebulizzatori. Si tratta di specifici inalatori che si portano alla bocca per attivare l’inalarzione.
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Aerosol in bomboletta spray |
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Sono il mezzo più diffuso per la somministrazione dei farmaci antiasmatici. Il farmaco, contenuto sotto pressione in una bomboletta, viene spruzzato in bocca per essere portato, in gran parte, inspirando durante l’erogazione, direttamente ai bronchi. Ogni volta che si preme la bomboletta una quantità predosata di farmaco viene liberata. Una piccola parte di farmaco rimane nelle prime vie aere causando, localmente, in alcuni soggetti più sensibili, qualche effetto collaterale indesiderato.
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I distanziatori |
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Il distanziatore è un dispositivo che viene collegato all'aereosol in bomboletta spray prima dell'uso. Quando si preme la bomboletta, il farmaco viene liberato all'interno del distanziatore e successivamente inalato. Il distanziatore riduce la deposizione nelle prime vie aeree dei farmaci e quindi eventuali effetti collaterali e consente aiuta ai pazienti (in particolare i bambini e gli anziani) che hanno difficoltà a coordinare i movimenti necessari per il corretto uso dell'aerosol in bomboletta spray, una somministrazione comunque efficace. Sono consigliati i distanziatori di più grande dimensione.
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Aerosol autoinalanti |
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L’aerosol autoinalante o inalatore automatico è un altro tipo di aerosol in bomboletta spray. La bomboletta non deve essere premuta perchè l'inalatore entra in funzione automaticamente quando il paziente inspira con sufficiente forza. Attenzione però al loro utilizzo durante la crisi asmatica grave quando può essere difficile esercitare la forza necessaria.
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Gli erogatori di polvere secca |
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Questi erogatori somministrano il farmaco sotto forma di polvere. Esistono diversi tipi di erogatori di farmaci antiasmatici: Ciclohaler, Clickhaler, Diskus, Novolizer, Turbohaler.
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I nebulizzatori |
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Sono apparecchi da tavolo che producono una nebbia di farmaco che viene inalata con apposito boccaglio o mascherina alla bocca a partire da preparazioni in fiale. Ci sono due modalità di nebulizzazione, l’aria compressa che viene usata preferibilmente per farmaci in sospensione e gli ultrasuoni che vengono utilizzati per farmaci in soluzione. In generale vengono usati il meno possibile perchè ingombranti e costosi. Sono a volte usati per somministrare i farmaci antiasmatici durante le crisi. Non richiedono l'uso di un distanziatore.
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Ruolo del medico e piano terapeutico |
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Una volta fatta la diagnosi d'asma, il medico prepara insieme con il paziente un piano terapeutico scritto, con le indicazioni necessarie sul da farsi nei periodi "normali", in caso di peggioramento dei sintomi e soprattutto in caso di crisi o di emergenza. Per facilitare i compiti del paziente, oggi il piano terapeutico viene diviso in tre fasi, ognuna corrispondente al colore del semaforo, come nel codice della strada che corrispondono a tre livelli di gravità della malattia:
- il semaforo verde, equivalente a benessere e/o stabilità, indica che si può andare avanti continuando la terapia abituale senza problemi.
- il semaforo giallo, equivalente ad un lieve peggioramento, avvisa che si deve fare
attenzione
- il semaforo rosso, equivalente ad un peggioramento importante, avverte che si è in pericolo. Al fine di consentire al paziente di valutare anche da solo, a casa, come comportarsi, il medico gli chiederà di registrare regolarmente la misura del suo respiro, attraverso il misuratore di picco di flusso espiratorio (PEF) e gli spiegherà come valutare se è l'asma sotto controllo oppure se ci sono segnali di cambiamento o di peggioramento
(vedi Misura del respiro).
Il piano terapeutico fornito dal medico è uno strumento prezioso, una guida alla gestione della malattia che tutti i pazienti dovrebbero essere in grado di seguire attentamente.
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Ruolo del paziente |
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Una volta che il medico ha consigliato il paziente sul piano di cura, indicando i farmaci, suggerendo un adeguato stile di vita e dando suggerimenti su come gestire la malattia e prevenire o trattare le crisi e le emergenze, spetta al paziente fare la sua parte. Essendo l’asma una malattia cronica i risultati dipendono anche dal costante impegno del paziente a mettere in pratica quanto raccomandato; l’obiettivo di porre la malattia sotto controllo è perseguibile nella maggior parte dei casi ma per riuscire il paziente deve seguire scrupolosamente le prescrizioni e le raccomandazioni del medico, assumendo regolarmente e correttamente i farmaci, misurando con attenzione e puntualità il respiro, controllandosi periodicamente e... insomma mettendo in atto una vera e propria strategia vincente! Con le opportune spiegazioni ed istruzioni ricevute dal medico o dal personale sanitario (educazione), chi ha l'asma può gestire attivamente la malattia aumentando l'efficacia del trattamento e ritrovando spesso condizioni di vita normale.
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MISURA DEL RESPIRO
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L'asma è una malattia cronica dei bronchi causata da una loro infiammazione che provoca mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace. Di conseguenza, uno degli elementi fondamentali per la diagnosi dell'asma è l'ostruzione del flusso aereo, cioè la difficoltà al passaggio dell'aria attraverso i bronchi, in particolare durante l'espirazione. Ecco perchè è molto importante per il medico poter misurare regolarmente il respiro del paziente e seguire l'andamento della malattia attraverso controlli periodici della spirometria e misure regolari e giornaliere del picco di flusso espiratorio (PEF) che il paziente può effettuare anche da solo a casa mediante semplici apparecchi e dopo averne avuto appropriate spiegazioni sull’utilizzo.
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Spirometria |
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Che cos'è la spirometria? |
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Si tratta di un esame del tutto indolore che permette di "misurare il respiro" cioè i volumi d'aria presenti e mobilizzabili dall'apparato respiratorio durante una respirazione a riposo e dopo espirio forzato.
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Curiosità |
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Lo spirometro è stato inventato nel 1846 (più di 150 anni fa) in Inghilterra da John Hutchinson
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Che cos'è il respiro? |
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Il respiro è una delle funzioni vitali dell’organismo; è fondamentalmente composto da due fasi: l'inspirazione e l'espirazione. Ad ogni inspirazione un certo volume di aria entra nei polmoni e ad ogni espirazione lo stesso volume esce dai polmoni. La composizione dell'aria è comunque diversa, dato che, durante l'inspirazione, l'aria che perviene agli alveoli polmonari lascia ossigeno (necessario per la vita delle nostre cellule) e, durante l'espirazione, porta via anidride carbonica (dannosa se si accumula in eccessive quantità). Pertanto l’apparato respiratorio serve per consentire lo scambio dei gas.
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Cosa deve fare il paziente prima della spirometria? |
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Non ci sono particolari raccomandazioni da seguire. Tuttavia, è importante che il paziente chieda al proprio medico se può o meno assumere farmaci abituali prima dell'esame. In mancanza di previe indicazioni il paziente deve riferire la medico eventuali farmaci assunti il giorno dell’esame. Il paziente deve evitare un pasto troppo copioso e non deve effettuare sforzi o affaticarsi prima dell'esame, in quanto si possono alterare i risultati.
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Quanto tempo dura un esame spirometrico? |
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L’esame richiede la collaborazione del paziente. Pertanto la durata dell'esame dipende molto dalla efficacia dello scambio di indicazioni fra tecnico e paziente. Normalmente, un esame completo dura circa 30 minuti.
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Come si fa la spirometria? |
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Il paziente, in genere seduto, respira in un boccaglio, mantenendo le labbra ben strette attorno al boccaglio in modo che l’aria inspirata ed espirata passi tutta e solo nel tubo; le perdite d'aria falserebbero il risultato. Per questo viene inserito anche uno stringinaso. Seguendo le indicazioni di un tecnico di fisiopatologia respiratoria il paziente respira prima normalmente poi deve effettuare inspirazioni ed espirazioni forzate seguendo le istruzioni ricevute. Lo spirometro registra le varie misure del respiro e fornisce sotto forma di grafici il volume e i flussi respiratori.
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Come è la spirometria nell' asmatico? |
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I risultati ottenuti dalla spirometria vengono automaticamente confrontati con parametri teorici ed individuali di riferimento. Per ogni paziente sono disponibili, calcolati per razza, sesso, altezza ed età i valori teorici dei singoli parametri. Confrontando i risultati dell'esame spirometrico con i parametri teorici, il medico può valutare lo stato ed il funzionamento dell'apparato respiratorio.e quindi confermare la diagnosi di asma e stadiarne la gravità. Ripetendo gli esami nel corso del tempo peraltro si può seguire l'evoluzione della malattia e valutarne, di volta in volta, il controllo. Negli asmatici vi è in genere una ostruzione del flusso aereo, cioè una diminuzione del espiratorio massimo in un secondo(VEMS). Se è presente un'ostruzione del flusso aereo, l'esame viene ripetuto per misurare il VEMS dopo l'inalazione di un farmaco che dilata i bronchi ostruiti. Nell’asma bronchiale questa ostruzione è inizialmente spontaneamente o farmacologicamente reversibile, il VEMS cioè aumenta significativamente raggiungendo o avvicinandosi al valore teorico.
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Il test di iperreattività bronchiale |
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La reattività bronchiale aspecifica alla metacolina è di comune riscontro nei pazienti asmatici. Così per la conferma della diagnosi di asma nei casi in cui la spirometria è normale o vicina alla norma ma la storia clinica è indicativa di asma si ricorre al test alla metacolina. Al paziente viene fatta inalare, per nebulizzazione, una soluzione con dosi crescenti di metacolina. Dopo ogni dose il paziente esegue una spirometria. L’esame viene interrotto e quindi si conclude quando con la spirometria viene misurato un VEMS inferiore del 20% rispetto al valore misurato in partenza prima di iniziare le inalazioni. I microgrammi di metacolina che hanno ridotto il VEMS del 20% sono la PD20. In alternativa l’esame può proseguire fino alla inalazione dell’ultima dose prevista dal test qualora il paziente non evidenzi alla spirometria la riduzione del VEMS sopra il 20%. In questo caso il paziente non dimostra alcuna reattività bronchiale.
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Glossario |
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Spirometria: esame di funzionalità respiratoria (il più semplice esame per valutare i volumi di aria contenuti e mobilizzati dai polmoni).
Spirometro: apparecchio per eseguire la spirometria.
Picco di flusso espiratorio: (PEF, in inglese Peak Expiratory Flow) è un numero che indica la velocità massima che un paziente riesce ad imprimere all'aria espirata e dipende dalla forza muscolare e dal calibro dei bronchi.
VEMS, volume espiratorio massimo nel 1° secondo di una espirazione forzata: è la massima quantità d'aria che è possibile espirare velocemente in un secondo.
FEV1, forced expiratory volume in the 1st second: è l'espressione inglese del VEMS.
Capacità Vitale (CV): è la massima quantità di aria che un paziente può mobilizzare con una inspirazione profonda seguita da una espirazione profonda.
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Picco di flusso |
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Che cos'è il picco di flusso espiratorio (PEF)? |
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Il PEF, così chiamato perchè in inglese si dice Peak Expiratory Flow, è un numero che indica la massima velocità con cui si è capaci di espellere l'aria dai polmoni (e si esprime in litro al minuto). Questa velocità dipende in parte dallo sforzo e dalla tecnica con cui si soffia nell'apparecchio ed in parte dalla "larghezza" delle vie aeree. Il valore del PEF è più alto o normale quando l'asmatico sta bene (il flusso aereo non è ostruito), ma diminuisce quando si ha una ostruzione del flusso aereo. Il PEF è dunque una misura che permette di valutare la gravità dell'asma e di seguirne l'evoluzione nel tempo. E' utile dunque misurare il PEF regolarmente ed in ogni caso ogni volta che ci si sente mancare il respiro.
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Come si misura il PEF? |
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Con il misuratore di picco di flusso, apparecchio semplice e di piccole dimensioni, di uso manuale. Non si tratta di un'operazione difficile, nè fastidiosa. Normalmente viene insegnato in ospedale, o in ambulatorio, da un tecnico di fisiopatologia respiratoria o da un infermiere.
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Da sapere |
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- Effettuare la misura stando in piedi - Controllare che il cursore che indica il numero del PEF sia sulla posizione "zero". - Tenere l'apparecchio in posizione orizzontale, stando attenti a non bloccare il cursore con le dita o ad ostruire la parte del PEF dove esce l'aria - Inspirare profondamente e, mantenendo le labbra ben strette attorno al boccaglio, buttare l'aria fuori soffiando il più forte possibile. - Scrivere su un foglietto il numero su cui è arrivato il cursore - Ripetere l'operazione tre volte, per ogni rilevazione, riportando ogni volta il cursore sullo zero. - Scrivere il numero più alto, dei tre ottenuti, sul proprio "diario" del PEF.
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Avete mai provato quanto tempo impiegate per misurare il respiro? |
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Normalmente occorre un minuto o poco più. Prendete il tempo di farlo. I vantaggi di poter misurare da soli come si respira e soprattutto di poter "captare" i segni di un eventuale peggioramento o i sintomi di un'instabilità della malattia e di intervenire a tempo, sono molto più importanti dei minuti necessari per la registrazione regolare del vostro PEF.
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Come è il PEF nel paziente asmatico? |
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Esistono delle tavole che indicano i valori "teorici" del PEF, in funzione del sesso, dell'età e dell'altezza. Si può quindi confrontare il proprio PEF a questi valori "medi" di riferimento (come per la spirometria). Ogni asmatico deve chiedere al suo medico qual è il suo migliore valore personale del PEF e di fissare i valori del PEF in corrispondenza dei quali adattare il propri farmaci per raggiungere il controllo dell’asma; un valore di PEF compreso tra l'80% e il 60% necessità di certi farmaci a certi dosaggi, un PEF inferiore al 60%, in pazienti normalmente con valori vicini alla norma, è una emergenza. In un soggetto con valori normali, una diminuzione al di sotto dell'80% di questo valore indica, anche in assenza di segni clinici, un aggravamento dell'asma. Se il PEF scende al di sotto di un determinato valore indicato dal medico, cioè generalmente se è inferiore al 60% del migliore valore personale, vuol dire che l'asma sta peggiorando molto. Se poi il PEF, rilevato durante una crisi di asma, non migliora significativamente dopo aver preso un broncodilatatore a rapida azione, questo è un indice di asma "grave". In tutti i casi la misura del PEF è utile, perchè si potrà adattare autonomamente la terapia che si sta seguendo, in funzione delle direttive scritte già ricevute dal medico (vedi Il primo passo: conoscere la malattia).
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Spirophone |
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La telemedicina e la teleassistenza sono nuovi settori della medicina che si stanno sviluppando per fornire servizi di assistenza sanitaria domiciliare "telematica" al paziente. Nel caso dell'asma, la telemedicina sta preparando lo SPIROPHONE, uno strumento che consente di effettuare la spirometria a distanza (per esempio, in casa) e di trasmettere per via telefonica i risultati allo specialista. L'utilità di questo strumento è in corso di valutazione da parte delle Società Scientifiche del settore.
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DISPOSITIVI PER L’INALAZIONE DEI FARMACI ANTIASMATICI
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Assumere farmaci antiasmatici per via inalatoria è un’operazione apparentemente semplice. In realtà non è così. A volte il paziente presenta riacutizzazioni dei sintomi che non trovano spiegazione “logiche”, solo perché non ha seguito bene le prescrizioni del medico o non ha saputo prendere i farmaci in modo corretto. Gli errori che si possono commettere sono numerosi e a volte possono essere anche pericolosi. Per questo è quanto mai importante che il paziente sia istruito correttamente dal medico (o da altro personale sanitario) a conoscere i farmaci che deve prendere e ad usare correttamente i dispositivi per la loro somministrazione. In questo fascicolo si forniscono le indicazioni utili per la comprensione dei vari dispositivi e le modalità per il loro uso.
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Dispositivo per l’inalazione dei farmaci antiasmatici |
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L’asma è una malattia cronica che alterna periodi di remissione a periodi di attività della malattia. La cura è comunque regolare e continua per molti anni, spesso per tutta la vita. Esistono cure efficaci che, seppure non consentono di guarire, permettono nella maggior parte dei casi di condurre una vita normale. Il problema di “come” utilizzare i trattamenti farmacologici disponibili è molto importante. Il successo della terapia è infatti fondamentalmente legato all’accettabilità da parte del paziente della sua malattia, delle prescrizioni mediche ed al grado di aderenza e costanza nel tempo.
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Non è sempre facile districarsi nel labirinto dei dispositivi esistenti |
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Ne esistono vari tipi, diversi per forma, colore, modalità d’uso, ecc. A volte inoltre il paziente assume più farmaci, che possono essere erogati ognuno con diverso dispositivo. L’efficacia del trattamento dipende dunque dalla capacità del paziente di assumere i farmaci in modo corretto e di riuscire a farlo costantemente nel corso del tempo.
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I farmaci antiasmatici vengono in genere somministrati per via inalatoria |
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La somministrazione dei farmaci per via inalatoria è da preferirsi perché in tal modo i farmaci vengono erogati direttamente nei bronchi. A differenza della terapia per via sistemica, la via inalatoria consente al farmaco di giungere direttamente nelle vie aeree degli esseri umani e non indirettamente tramite il sangue come quando il farmaco viene preso per bocca. La somministrazione “locale” dei farmaci ha molti vantaggi: - arantisce una velocità di azione estremamente elevata per alleviare i sintomi: il paziente può stare meglio entro una o due minuti dall’inalazione - permette un trattamento efficace con dosi minori rispetto alla somministrazione orale.
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Modalità di somministrazione |
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Attualmente i farmaci antiasmatici per via inalatoria possono essere somministrati nel modo seguente, tramite: - gli aerosol predosati in bombolette spray, da usare preferibilmente con il distanziatore - gli autoinalatori - gli erogatori di polvere - i nebulizzatori
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Gli aerosol predosati in bombolette spray |
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L’aerosol predosato in bomboletta spray è un sistema di somministrazione per via inalatoria, presurrizzato, tascabile e portatile. Questo sistema eroga dosi terapeutiche precise, riduce molto il rischio di effetti collaterali e permette un sollievo terapeutico immediato. Chi ha l’asma si sente libero di svolgere molte attività. Sapendo che, qualora il suo respiro andasse in crisi, ha a portata di mano il farmaco di pronto sollievo. La funzione di base dell’aerosol predosato in bomboletta spray e l’erogazione costante della stessa quantità di farmaco sotto forma di una nebbiolina molto fine. Questo permette la deposizione del farmaco nei bronchi anche di più piccolo calibro.
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Come usare la bomboletta spray |
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1. Togliere il cappuccio e agitare la bomboletta.
2. Mettersi in piedi e buttare fuori l’aria.
3. Porre l’inalatore in bocca o di fronte ad essa. Inspirare e premere la bomboletta continuando ad inspirare lentamente e profondamente.
4. Trattenere il respiro contando fino a 10. Espirare l’aria.
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Distanziatori o spaziatori |
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Una terapia per via inalatoria è efficace solo se il farmaco raggiunge il luogo dove deve agire cioè i bronchi.
I distanziatori, interponendosi fra l’uscita dell’inalatore e la bocca del paziente, determinano una diminuzione della velocità delle particella del farmaco, grazie alla resistenza dell’aria, e diminuiscono le dimensioni delle particelle.
Le particelle del farmaco si depositano meno nelle prime vie aeree e raggiungono in maggior quantità i bronchi. Sono raccomandati distanziatori di volume relativamente grande.
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Come usare un distanziatore (spaziatore) |
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L’uso di un distanziatore migliora e facilita l’inalazione dello spray.
Ci sono diversi tipi di distanziatori, a boccaglio o a mascherina, utilizzabili a seconda dell’età dell’asmatico.
La trasparenza del distanziatore permette di accertarsi che la dose sia erogata.
1. Agitare l’inalatore ed applicarlo al distanziatore.
2. Espirare.
3. Fare uno spruzzo della medicina nel distanziatore.
4. Inspirare lentamente e trattenere il respiro per 10 secondi.
5. Espirare.
6. Ripetere l’inspirazione senza spruzzare altro farmaco.
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Gli autoinalatori |
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Gli aerosol predosati in bombolette spray azionati respirando, invece, si azionano automaticamente quando il paziente inspira.
L’inalatore automatico è un altro tipo di aerosol in bomboletta spray. La bomboletta non deve essere premuta perché l’inalatore entra in funzione automaticamente quando il paziente inspira con sufficiente forza. Questo però può essere difficile durante una crisi asmatica grave.
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Gli erogatori di polvere |
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Come gli aerosol predosati in bombolette spray, gli erogatori di polvere sono dispositivi di erogazione piccoli e portatili che somministrano dosi misurate e ridotte di farmaco direttamente nei bronchi. Negli erogatori di polvere, il farmaco è contenuto come polvere secca. Gli erogatori di polvere non sono pressurizzati e la dispersione e l’erogazione delle particelle di farmaco dipendono esclusivamente dalla capacità inspiratoria del paziente. Il paziente appoggia le sue labbra su un boccaglio dell’erogatore ed inala con rapidità e forza. La forza di inspirazione solleva le particelle di farmaco al di fuori della camera contenitrice e le porta, per mezzo del dispositivo, in bocca e giù nelle vie aeree. Il paziente non deve coordinare il rilascio del farmaco con la manovra inalatoria.
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Nebulizzatori |
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Usando ultrasuoni od aria compressa, i nebulizzatori trasformano la soluzione o la sospensione acquosa contenente le particelle del farmaco in una nube di aerosol che viene inalata dal paziente. L’uso dei nebulizzatori è in genere limitato al trattamento delle crisi asmatiche negli ospedali ed al trattamento di bambini piccoli e di alcuni pazienti anziani. La maggior parte dei nebulizzatori in circolazione sono grandi, costosi, ingombranti e rumorosi. Molti richiedono una fonte di energia elettrica. I nebulizzatori erogano generalmente un’unica dose ad alto volume. I maggiori inconvenienti dei nebulizzatori sono:
- tempo necessario per la somministrazione del farmaco
- difficoltà nell’assemblare il dispositivo e riempirlo con la soluzione per il nebulizzatore.
L’assemblaggio e la somministrazione possono richiedere 10-20 minuti, un lasso di tempo che può essere troppo lungo per una persona il cui respiro è gravemente in crisi. I nebulizzatori rimangono accesi continuamente mentre il paziente inala, fa delle pause, espira, e ripete il ciclo numerose volte. Fino a due terzi del farmaco possono disperdersi nell’atmosfera mentre il paziente espira o fa delle pause. A causa del potenziale pericolo di contaminazione batteria, i nebulizzatori debbono essere smontati e puliti dopo ogni uso.
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Come eseguire correttamente la nebulizzazione |
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- lavarsi le mani prima di preparare l’apparecchio
- versare la quantità prescritta di farmaco nell’ampolla nebulizzatrice
- aggiungere la soluzione fisiologica
- applicare la maschera ben aderente al viso, o stringere bene il boccaglio fra le labbra
- nebulizzare completamente la soluzione o la sospensione (di solito sono necessari da 5 a 10 minuti a seconda del tipo di apparecchio)
- lavare il viso al termine dell’inalazione - lavare la maschera e l’ampolla con acqua tiepida
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Nota |  |
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La maschera, il tubo e l’ampolla vanno sostituiti regolarmente (di solito ogni mese).
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Uso dei dispositivi per il trattamento farmacologico dell’asma del bambino |
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Gli stessi sistemi di somministrazione vengono usati nei bambini di età inferiore a 5 anni.
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Gli aerosol predosati in bombolette spray |
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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che: “In termini di facilità di somministrazione, disponibilità ed efficacia l’aerosol predosato in bomboletta spray e distanziatori possono essere i metodi più appropriati per somministrare i farmaci per via inalatoria ai bambini in età scolare ma anche più piccoli sia a casa sia negli ambulatori”. L’uso dell’aerosol predosato in bomboletta spray anche per i neonati si è diffuso recentemente grazie all’introduzione di distanziatori a piccolo volume progettati specificamente per questa fascia di età. La presenza di una maschera aiuta i bambini piccoli che non accettano e non riescono ad utilizzare correttamente il boccaglio, per cui è indispensabile la presenza di una maschera a tenuta stagna che ricopra il naso e la bocca.
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Gli erogatori di polvere |
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L’impiego degli erogatori di polvere generalmente non si raccomanda per i bambini in bassa età, principalmente perché i bambini piccoli non sono in grado di generare un flusso inspiratorio sufficiente per far disgregare la polvere e per portare il farmaco nei polmoni. Il loro impiego invece è possibile quando i bambini piccoli possono svolgere le manovre meccaniche necessarie per l’uso dell’erogatore.
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I nebulizzatori |
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I nebulizzatori a volte vengono ancora usati nei bambini piccoli.
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ASMA E FATTORI SCATENANTI
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Le conoscenze attuali della medicina non consentono di sapere qual è la causa primaria dell’asma, molto spesso tuttavia il medico può aiutare il paziente ad individuare il fattore (o i fattori) che può aggravare i sintomi o scatenare una crisi. Conoscere questi fattori è indicativo, perché in tal modo chi ha l’asma può attuare un’utile prevenzione, evitandoli completamente, quando è possibile, oppure adottando opportune misure per ridurre i rischi.
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Conoscere e prevenire |  |
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Perché ho l’asma? Da che cosa dipende la mia malattia? Cosa provoca i sintomi che sento? Queste sono le legittime domande che il paziente pone al medico nel momento in cui apprende la diagnosi di asma. Questa può avvenire a seguito di una crisi scatenata all’improvviso oppure dopo un periodo più o meno lungo durante il quale i sintomi sono stati variabili, sono apparsi con frequenza irregolare, oppure si sono manifestati in corrispondenza di situazioni o circostanze particolari. L’esperienza del paziente e la sua storia sono elementi fondamentali che aiutano il medico a definire il tipo d’asma, la sua gravità, nonché la natura dei fattori che possono aggravarla o provocare una crisi - questi si chiamano fattori scatenanti. Anche se l’asma si manifesta in modo assai diverso da persona a persona, i principi del trattamento farmacologico che il medico prescrive, nell’ambito di un piano terapeutico personalizzato, hanno una validità generale: una volta che l’asma diventa persistente a tutti è prescritta una combinazione di farmaci antiasmatici di fondo e di farmaci antiasmatici sintomatici variabile e adattata in funzione della gravità della malattia (vedi Primo passo: conoscere la malattia). Le prescrizioni mediche sono inoltre accompagnate da raccomandazioni per la prevenzione individuale, che aiutano il paziente ad eliminare o allontanare i fattori scatenanti o a ridurne la loro nocività. Alcuni suggerimenti possono essere seguiti da tutti gli asmatici, tra questi in particolare ha una valenza generale la lotta contro il fumo attivo e passivo. In molti casi, invece, le raccomandazioni mediche riguardano morme igienico-sanitarie che sono valide solo per le persone asmatiche, per le quali è provata l’influenza di uno o più agenti specifici. In questo fascicolo sono fornite alcune misure di prevenzione che riguardano le persone asmatiche, per le quali la malattia è provocata da:
- infezioni
- allergie
- medicine Le raccomandazioni utili in caso di asma da sforzo, in caso di asma professionale e in caso di asma aggravato in particolari momenti della vita della donna, sono fornite in altri fascicoli specifici (Asma e sport, Asma e lavoro, Asma e condizioni della donna).
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Asma e infezioni |
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Le comuni infezioni virali dell’apparato respiratorio (ad esempio il raffreddore e l’influenza ) sono la causa più frequente di scatenamento di crisi asmatiche. I primi segnali di asma sono raffreddori ripetuti che durano più a lungo e “scendono ai bronchi” dando la tosse. Purtroppo attualmente è possibile prevenire solo l’influenza, eseguendo regolarmente ogni anno la vaccinazione antinfluenzale che è raccomandata in tutti i pazienti asmatici.
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Asma e allergeni |
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Se il nemico é l’acaro (asma e polvere domestica) |
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La polvere domestica é un miscuglio di sostanze estremamente diverse tra loro. L’allergene principale contenuto in essa é quello degli acari domestici. Nel m |