Home    |    Ricerca nel Sito    |    Federasma risponde    |    Contatti
 

Area Riservata
Associazioni Affiliate

.....................................................
Federasma e i suoi obiettivi
Organi sociali
Comitato scientifico
Statuto
Codice Etico
Associazioni aderenti
Richiesta di affiliazione
Organi nazionali e internazionali
I progetti Federasma
Bilancio sociale
Patrocini e Sostegni
Protocolli d'intesa
Sostieni Federasma
.....................................................
Asma e Allergie
Cosa fare se...
Glossario
Consigli utili
Documentazione scientifica
Pubblicazioni di Federasma
Normative nazionali
Normative internazionali
Convenzioni
Spazio Associazioni
.....................................................
In primo piano
Rassegna stampa
Comunicati stampa
Spazio Media
Archivio eventi
Newsletter
Links
Asma e Allergie
Asma

L'asma é una malattia cronica dei bronchi nella quale le vie aeree sono ristrette come risultato della contemporanea presenza di broncospasmo, di infiltrato infammatorio e di secrezioni nel lume bronchiale che provocano mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace. Tutti questi sintomi non si presentano contemporaneamente verificano sempre con la medesima intensità (quando sono molto intensi si parla anche di crisi d'asma) e possono svilupparsi in tempi diversi, nel corso della vita. ostruzione del flusso aereo che può essere misurata con lo spirometro o con il misuratore di picco di flusso espiratorio. L'asma costituisce oggi la terza voce di spesa dell'Assistenza Sanitaria Italiana. Molti ricercatori in tutto il mondo ritengono che alla base ci sia una predisposizione genetica; su questa agiscono fattori, cosiddetti scatenanti, che rendono clinicamente manifesta la malattia, possono aggravare l'asma fino a scatenare una vera e propria crisi.

  Indice degli argomenti

   1. Il primo passo: conoscere la malattia

   7. Speciale giovani

   2. Misura del respiro

   8. Asma e condizioni della donna

   3. Dispositivi per il trattamento farmacologico

   9. L'asma ed il lavoro

   4. Asma e fattori scatenanti

   10. Asma e sport

   5. L'asma sotto i cinque anni di età

   11. L'asma e la vacanza

   6. L'asma a scuola

   12. Leggi e norme di tutela

Allergie

L’allergia è una risposta anomala da parte di persone che hanno una ben precisa connotazione genetica, cioè quella di produrre anticorpi della classe IgE nei confronti di sostanze dette allergeni.
Chi è allergico riconosce come nocive delle sostanze che sono innocue per i soggetti non allergici. Le persone che sono costituzionalmente predisposte all’allergia sono definite “atopiche”. Ciascun individuo reagisce in base alle proprie caratteristiche immunologiche ed a seconda dell’organo interessato (organo bersaglio). Si possono dunque verificare: rinite e asma allergica, congiuntivite, orticaria e angioedema, tali manifestazioni possono presentarsi da sole o variamente associate.
Se tutto l’organismo partecipa improvvisamente a questa risposta si avrà un reazione allergica acuta e generalizzata più grave, che viene denominata shock anafilattico.

  Indice degli argomenti

   1. Allergie respiratorie

   10. Reazioni Allergiche

   2. Allergie cutanee

   11. Costi economici delle Malattie Allergiche

   3. Allergie alimentari

   12. Impatto sociale e Psicologico

   4. Allergie alle punture di imenotteri

   13. Tutela del paziente con Allergia Grave

   5. Asma e Allergie a scuola

   14. Controllo ambientale

   6. Raccomandazioni per un'aria sana

   15. Proposte di strategie politiche

   7. I numeri dell’Allergia

   16. Conclusioni

   8. Patalogie Allergiche Respiratorie

   17. Supporto alle Associazioni dei pazienti

   9. Patalogie Allergiche Dermatologiche

..............................................................................................................................................................................................
  Asma

IL PRIMO PASSO: CONOSCERE LA MALATTIA

 

Tosse, mancanza di respiro, senso di costrizione al torace, respiro sibilante sono sintomi respiratori che preoccupano le persone che li sentono e cercano di spiegarli al loro medico. Dottore cosa mi succede?
Il medico pone delle domande per caratterizzare questi sintomo, per capire in quali occasioni si manifestano e se sono associati altri sintomi riferibili ad organi diversi dai bronchi, ad esempio il naso, gli occhi, l’apparato gastrointestinale, la faccia, la cute. E’ così che il paziente racconta la sua storia. E’ una storia guidata dalle domande del medico che di tanto in tanto interrompono il racconto. Viene chiesto se in famiglia c’è qualche altra persona che ha disturbi simili; si indaga sui primi anni di vita del paziente per conoscere se ci sono stati episodi di bronchite asmatica, assenze da scuola frequenti, difficoltà a partecipare all’attività fisica a scuola o con i compagni, visite al pronto soccorso o eventuali ricoveri ospedalieri per crisi respiratorie. Ai maschi viene chiesto se è stato fatto il servizio militare o se si è avuto l’esenzione per qualche motivo di salute. Si indaga sullo stile di vita, ad esempio se c’è l’abitudine al fumo di sigaretta o in caso negativo se ci sono accanto altre persone che fumano. Si cercano informazioni relative al tipo di lavoro e se questi sintomi hanno frequenza ed intensità diversa a seconda di dove mi trovo. Mano a mano che il racconto procede il medico mette insieme le diverse informazioni e comincia ad orientarsi su una ipotesi di patologia.
Il primo inquadramento del medico è relativo ai fattori di rischio responsabili dei sintomi: sono di natura allergica o meno. Ecco quindi che viene chiesto in quale periodo dell’anno compaiono questi sintomi: hanno una presenza stagionale? Ci sono animali in casa? Ci sono alimenti o farmaci che il paziente evita per precedenti reazioni di prurito agli arti?
O diversamente sono presenti durante esercizio fisico. Sono conseguenza della abitudine al fumo di sigaretta? Compaiono durante la stagione fredda come raffreddori che durano più a lungo e scendono ai bronchi dando tosse. L’aria fredda o la nebbia aumentano questi disturbi? C’è una correlazione con la posizione del corpo, ad esempio quando il soggetto è disteso, come nel coricarsi, magari dopo pasti abbondanti? Sono tali da determinare risvegli notturni. Ad un certo punto mi visita e chiedendomi di respirare a bocca aperta ascolta i miei polmoni.
Se pur con l’apprensione che la continua presenza dei sintomi mi procura cerco di seguire l’evolversi della visita chiedendo, di tanto in tanto al dottore, che cosa posso avere; una domanda soprattutto mi preme, vorrei capire se posso guarire da questi sintomi.
A questo punto della visita il medico mi dice che è probabile che abbia l’asma bronchiale ma che servono alcuni esami per confermare il suo sospetto ed eventualmente valutarne la gravità. Il primo esame consigliato è la spirometria. Altri esami si susseguiranno, alcuni per avere indicazioni precise sull’asma, altri per escludere altre ipotesi diagnostiche, altri ancora per conoscere eventuali cause di questi sintomi.
Completati gli accertamenti il medico mi rivede e spiegandomi i risultati degli esami mi dice che il sospetto iniziale è confermato, ho l’asma bronchiale.
Chiedo subito se posso guarire e se questa malattia limiterà la mia vita, le mi relazioni, i miei hobby.

Lo stato d’animo che provo quando mi viene comunicata la diagnosi è un alternarsi di sollievo e preoccupazione. Sollievo perché sapendo l’origine dei miei disturbi posso capire come stare meglio; preoccupazione perché il dottore mi dice che è consigliato un programma di visite ed esami periodici, l’assunzione di medicine e provvedimenti ambientali di natura preventiva. Di fronte poi alla domanda per quanto tempo dovrò proseguire e quali rischi futuri ci sono per la mia salute, il medico mi rassicura ma rimanda la risposta dicendomi chiaramente che la mia adesione al programma di cure proposto è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di salute possibili compatibilmente con la gravità della mia asma.
Mi fa presente che ci sono giovani atleti che hanno l’asma ma che sono riusciti a vincere anche la medaglia d’oro alle olimpiadi,.che l’asma è un malattia comune, che non impedisce ad esempio di avere bambini, che posso condurre una vita di relazione, e professionale, normale. Tutto ciò riducendo, ma possibilmente abolendo, i sintomi respiratori.

 

Che cos'è l'asma?

 

L'asma è una malattia cronica dei bronchi nella quale le vie aeree sono ristrette come risultato della contemporanea presenza di broncospasmo, di infiltrato infiammatorio e di secrezioni nel lume bronchiale che provocano mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace. Tutti questi sintomi non si presentano contemporaneamente nella stessa persona, nè si verificano sempre con la medesima intensità (quando sono molto intensi si parla anche di crisi d'asma) e possono svilupparsi in tempi diversi, nel corso della vita. In genere è presente una ostruzione del flusso aereo che può essere misurata, in ambulatorio, con lo spirometro o, a domicilio, dal paziente, con il misuratore di picco di flusso espiratorio.

 

Da che cosa è causato l'asma e quali sono i fattori che possono scatenarlo?

 

Nonostante l'asma sia una malattia conosciuta già nell'antichità e oggi molto diffusa, non se ne conoscono le cause. I ricercatori di tutto il mondo ritengono che, alla base ci sia una predisposizione genetica; su questa agiscono fattori, cosiddetti scatenanti, che rendono clinicamente manifesta la malattia, possono aggravare l'asma fino a scatenare una vera e propria crisi.

I più comuni fattori sono:

Gli allergeni
L'allergia è una risposta anomala da parte di persone che hanno una ben precisa connotazione genetica (cioè quella di produrre anticorpi della classe IgE) nei confronti di sostanze dette allergeni che sono la causa più frequente di asma. Gli allergeni che più spesso inducono l'asma sono gli acari (polvere di casa), i pollini, i peli o le piume di animali. A tutti gli asmatici si consiglia di eseguire un esame allergologico per identificare gli allergeni.
Le infezioni
Le comuni infezioni virali dell'apparato respiratorio (ad esempio il raffreddore e l'influenza) sono la causa più frequente di esacerbazione e di scatenamento di crisi.
L'attività fisica
A volte lo sforzo fisico può causare sintomi respiratori come la tosse una crisi, comunemente nei ragazzi e nei giovani adulti. Si parla in tal caso di broncospasmo da esercizio fisico perchè l’esercizio è il solo fattore che provoca i sintomi, Sono sintomi che si risolvono spontaneamente o con l’uso di un broncodilatatore. In alternativa si parla di aggravamento dell’asma bronchiale se l’esercizio fisico peggiora un asma già presente.
A tutti sono noti i vantaggi di una pratica periodica di attività fisica quindi anche per coloro che soffrono di asma l'attività fisica è sempre da incoraggiare. Numerosi campioni sportivi hanno conseguito importanti vittorie in manifestazioni nazionali ed internazionali comprese le olimpiadi, anche se asmatici. Il vostro medico vi saprà consigliare come comportarvi prescrivendo i farmaci d utilizzare prima di iniziar euno sforzo fisico, sia quelli che sono da usare come cura di fondo dell’asma e che quindi possono proteggere da ogni imprevisto capace di scatenare asma.
Le medicine
Alcuni asmatici possono essere intolleranti all'aspirina e agli altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), ad alcune compresse per la pressione sanguigna e ad alcuni colliri per il glaucoma. Il consiglio del medico è indispensabile in questi casi.
Gli agenti sensibilizzanti di origine professionale
Alcune sostanze presenti nel luogo di lavoro possono far insorgere l'asma o peggiorarlo.In tal caso si parla di asma professionale. Tra le forme più frequenti si hanno l’asma da isocianati, utilizzati nella verniciatura dei mobili e l’asma da farine nei panifici e pasticcerie.
Gli ormoni sessuali femminili
In alcune donne l'asma può peggiorare prima del ciclo mestruale. Situazioni particolari sono quelle delle donne in gravidanza e in menopausa.
Gli alimenti
Contrariamente a quanto si crede comunemente, l'asma da alimenti è abbastanza molto raro anche se può essere molto grave. Gli alimenti o gli addittivi che causano i sintomi asmatici vanno riconosciuti ed eliminati dalla dieta. I cibi che più comunemente possono scatenar eun attacco d’asma sono latte, uova, crostacei, pesce, cioccolato, pomodoro, fragole ed altri tipi di frutta e verdura.

In periodi diversi uno o più di questi fattori scatenanti possono provocare crisi asmatiche. Chiedete sempre al vostro medico quali sono i fattori che vi possono provocare crisi asmatiche, se e come evitarle.

     Come convivere con la malattia?
 

L'asma è una condizione cronica che in genere accompagna il paziente per tutta la vita. Può insorgere a qualsiasi età e le crisi possono scatenarsi senza preavviso. Le crisi possono essere lievi o, anche se molto raramente, mortali. I sintomi vanno e vengono, possono durare qualche minuto o protrarsi per giorni interi. Nell'arco della giornata ci sono momenti più critici. La respirazione può andare in crisi durante la notte o al mattino presto. Questa forma di asma viene chiamata asma notturno. E' quindi fondamentale capire quando e come la malattia si manifesta a livello individuale per attuare specifiche misure ambientali di prevenzione, instaurare un programma terapeutico adeguato per sapere come fronteggiarla in caso di emergenza o di crisi o di altre situazioni particolari.

   Quali cure seguire?
 

Nella maggior parte dei casi l'asma può essere oggi curata molto bene, purchè il paziente segua diligentemente e regolarmente le raccomandazioni e le prescrizioni del medico. Un corretto ed adeguato uso dei farmaci è senza dubbio indispensabile per controllare la malattia. Nella maggior parte degli asmatici, i fattori scatenanti l'asma sono molti ed è impossibile evitarli tutti.

     Quali sono i farmaci utili per curare l'asma?
 

Ci sono due tipi di farmaci:
I farmaci antiasmatici di fondo, da usare regolarmente, sono quelli che vanno presi per cercare di porre la malattia sotto controllo evitando così l'insorgenza dei sintomi asmatici.
I farmaci antiasmatici sintomatici, da usare al bisogno, sono quelli che ci aiutano a risolvere i disturbi del respiro quando questi si verificano.

La maggior parte dei pazienti assume normalmente tutti e due i tipi di farmaci.
Chi ha l'asma deve conoscere bene i farmaci che deve assumere (quali, a cosa servono, quando e come assumerli) e, soprattutto, deve sapere quali farmaci usare in caso di emergenza o di crisi (broncodilatatori a rapida azione, a dosaggi crescenti e cortisone per bocca ).

Chi ha l'asma deve avere sempre con sè le medicine da usare in caso di crisi (broncodilatatore a rapida azione e cortisone per bocca, nei casi più gravi).

     Inalatori o compresse?

Nella maggior parte dei casi i broncodilatatori vanno somministrati per via inalatoria perchè in tal modo il farmaco agisce solo dove è necessario senza causare effetti collaterali. In presenza di crisi più gravi si deve aggiungere anche un farmaco cortisonico da assumere per bocca o per iniezione.

     La somministrazione di farmaci antiasmatici per via inalatoria

La via di somministrazione dei farmaci per l’asma, più ovvia e più diretta è quella inalatoria perché favorisce la massima concentrazione del farmaco nei bronchi con conseguente riduzione dei possibili effetti collaterali indesiderati. Comprendono bombolette spray predosate, aerosol predosasti autoinalanti, erogatori di farmaco in polvere e nebulizzatori. Si tratta di specifici inalatori che si portano alla bocca per attivare l’inalarzione.

     Aerosol in bomboletta spray

Sono il mezzo più diffuso per la somministrazione dei farmaci antiasmatici. Il farmaco, contenuto sotto pressione in una bomboletta, viene spruzzato in bocca per essere portato, in gran parte, inspirando durante l’erogazione, direttamente ai bronchi. Ogni volta che si preme la bomboletta una quantità predosata di farmaco viene liberata. Una piccola parte di farmaco rimane nelle prime vie aere causando, localmente, in alcuni soggetti più sensibili, qualche effetto collaterale indesiderato.

     I distanziatori

Il distanziatore è un dispositivo che viene collegato all'aereosol in bomboletta spray prima dell'uso. Quando si preme la bomboletta, il farmaco viene liberato all'interno del distanziatore e successivamente inalato. Il distanziatore riduce la deposizione nelle prime vie aeree dei farmaci e quindi eventuali effetti collaterali e consente aiuta ai pazienti (in particolare i bambini e gli anziani) che hanno difficoltà a coordinare i movimenti necessari per il corretto uso dell'aerosol in bomboletta spray, una somministrazione comunque efficace. Sono consigliati i distanziatori di più grande dimensione.

     Aerosol autoinalanti

L’aerosol autoinalante o inalatore automatico è un altro tipo di aerosol in bomboletta spray. La bomboletta non deve essere premuta perchè l'inalatore entra in funzione automaticamente quando il paziente inspira con sufficiente forza. Attenzione però al loro utilizzo durante la crisi asmatica grave quando può essere difficile esercitare la forza necessaria.

     Gli erogatori di polvere secca

Questi erogatori somministrano il farmaco sotto forma di polvere. Esistono diversi tipi di erogatori di farmaci antiasmatici: Ciclohaler, Clickhaler, Diskus, Novolizer, Turbohaler.

   I nebulizzatori

Sono apparecchi da tavolo che producono una nebbia di farmaco che viene inalata con apposito boccaglio o mascherina alla bocca a partire da preparazioni in fiale. Ci sono due modalità di nebulizzazione, l’aria compressa che viene usata preferibilmente per farmaci in sospensione e gli ultrasuoni che vengono utilizzati per farmaci in soluzione. In generale vengono usati il meno possibile perchè ingombranti e costosi. Sono a volte usati per somministrare i farmaci antiasmatici durante le crisi. Non richiedono l'uso di un distanziatore.

   Ruolo del medico e piano terapeutico

Una volta fatta la diagnosi d'asma, il medico prepara insieme con il paziente un piano terapeutico scritto, con le indicazioni necessarie sul da farsi nei periodi "normali", in caso di peggioramento dei sintomi e soprattutto in caso di crisi o di emergenza. Per facilitare i compiti del paziente, oggi il piano terapeutico viene diviso in tre fasi, ognuna corrispondente al colore del semaforo, come nel codice della strada che corrispondono a tre livelli di gravità della malattia:
- il semaforo verde, equivalente a benessere e/o stabilità, indica che si può andare avanti
  continuando la terapia abituale senza problemi.
- il semaforo giallo, equivalente ad un lieve peggioramento, avvisa che si deve fare
  attenzione
- il semaforo rosso, equivalente ad un peggioramento importante, avverte che si è
  in pericolo. Al fine di consentire al paziente di valutare anche da solo, a casa, come
  comportarsi, il medico gli chiederà di registrare regolarmente la misura del suo respiro,
  attraverso il misuratore di picco di flusso espiratorio (PEF) e gli spiegherà come valutare
  se è l'asma sotto controllo oppure se ci sono segnali di cambiamento o di peggioramento
  (vedi Misura del respiro).
Il piano terapeutico fornito dal medico è uno strumento prezioso, una guida alla gestione della malattia che tutti i pazienti dovrebbero essere in grado di seguire attentamente.

   Ruolo del paziente

Una volta che il medico ha consigliato il paziente sul piano di cura, indicando i farmaci, suggerendo un adeguato stile di vita e dando suggerimenti su come gestire la malattia e prevenire o trattare le crisi e le emergenze, spetta al paziente fare la sua parte. Essendo l’asma una malattia cronica i risultati dipendono anche dal costante impegno del paziente a mettere in pratica quanto raccomandato; l’obiettivo di porre la malattia sotto controllo è perseguibile nella maggior parte dei casi ma per riuscire il paziente deve seguire scrupolosamente le prescrizioni e le raccomandazioni del medico, assumendo regolarmente e correttamente i farmaci, misurando con attenzione e puntualità il respiro, controllandosi periodicamente e... insomma mettendo in atto una vera e propria strategia vincente!
Con le opportune spiegazioni ed istruzioni ricevute dal medico o dal personale sanitario (educazione), chi ha l'asma può gestire attivamente la malattia aumentando l'efficacia del trattamento e ritrovando spesso condizioni di vita normale.

torna all'indice#

MISURA DEL RESPIRO

L'asma è una malattia cronica dei bronchi causata da una loro infiammazione che provoca mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace. Di conseguenza, uno degli elementi fondamentali per la diagnosi dell'asma è l'ostruzione del flusso aereo, cioè la difficoltà al passaggio dell'aria attraverso i bronchi, in particolare durante l'espirazione. Ecco perchè è molto importante per il medico poter misurare regolarmente il respiro del paziente e seguire l'andamento della malattia attraverso controlli periodici della spirometria e misure regolari e giornaliere del picco di flusso espiratorio (PEF) che il paziente può effettuare anche da solo a casa mediante semplici apparecchi e dopo averne avuto appropriate spiegazioni sull’utilizzo.

Spirometria
     Che cos'è la spirometria?

Si tratta di un esame del tutto indolore che permette di "misurare il respiro" cioè i volumi d'aria presenti e mobilizzabili dall'apparato respiratorio durante una respirazione a riposo e dopo espirio forzato.

     Curiosità

Lo spirometro è stato inventato nel 1846 (più di 150 anni fa) in Inghilterra da John Hutchinson

   Che cos'è il respiro?

Il respiro è una delle funzioni vitali dell’organismo; è fondamentalmente composto da due fasi: l'inspirazione e l'espirazione. Ad ogni inspirazione un certo volume di aria entra nei polmoni e ad ogni espirazione lo stesso volume esce dai polmoni. La composizione dell'aria è comunque diversa, dato che, durante l'inspirazione, l'aria che perviene agli alveoli polmonari lascia ossigeno (necessario per la vita delle nostre cellule) e, durante l'espirazione, porta via anidride carbonica (dannosa se si accumula in eccessive quantità). Pertanto l’apparato respiratorio serve per consentire lo scambio dei gas.

   Cosa deve fare il paziente prima della spirometria?

Non ci sono particolari raccomandazioni da seguire. Tuttavia, è importante che il paziente chieda al proprio medico se può o meno assumere farmaci abituali prima dell'esame. In mancanza di previe indicazioni il paziente deve riferire la medico eventuali farmaci assunti il giorno dell’esame. Il paziente deve evitare un pasto troppo copioso e non deve effettuare sforzi o affaticarsi prima dell'esame, in quanto si possono alterare i risultati.

   Quanto tempo dura un esame spirometrico?

L’esame richiede la collaborazione del paziente. Pertanto la durata dell'esame dipende molto dalla efficacia dello scambio di indicazioni fra tecnico e paziente. Normalmente, un esame completo dura circa 30 minuti.

   Come si fa la spirometria?

Il paziente, in genere seduto, respira in un boccaglio, mantenendo le labbra ben strette attorno al boccaglio in modo che l’aria inspirata ed espirata passi tutta e solo nel tubo; le perdite d'aria falserebbero il risultato. Per questo viene inserito anche uno stringinaso. Seguendo le indicazioni di un tecnico di fisiopatologia respiratoria il paziente respira prima normalmente poi deve effettuare inspirazioni ed espirazioni forzate seguendo le istruzioni ricevute. Lo spirometro registra le varie misure del respiro e fornisce sotto forma di grafici il volume e i flussi respiratori.

   Come è la spirometria nell' asmatico?

I risultati ottenuti dalla spirometria vengono automaticamente confrontati con parametri teorici ed individuali di riferimento. Per ogni paziente sono disponibili, calcolati per razza, sesso, altezza ed età i valori teorici dei singoli parametri. Confrontando i risultati dell'esame spirometrico con i parametri teorici, il medico può valutare lo stato ed il funzionamento dell'apparato respiratorio.e quindi confermare la diagnosi di asma e stadiarne la gravità. Ripetendo gli esami nel corso del tempo peraltro si può seguire l'evoluzione della malattia e valutarne, di volta in volta, il controllo. Negli asmatici vi è in genere una ostruzione del flusso aereo, cioè una diminuzione del espiratorio massimo in un secondo(VEMS). Se è presente un'ostruzione del flusso aereo, l'esame viene ripetuto per misurare il VEMS dopo l'inalazione di un farmaco che dilata i bronchi ostruiti. Nell’asma bronchiale questa ostruzione è inizialmente spontaneamente o farmacologicamente reversibile, il VEMS cioè aumenta significativamente raggiungendo o avvicinandosi al valore teorico.

   Il test di iperreattività bronchiale

La reattività bronchiale aspecifica alla metacolina è di comune riscontro nei pazienti asmatici. Così per la conferma della diagnosi di asma nei casi in cui la spirometria è normale o vicina alla norma ma la storia clinica è indicativa di asma si ricorre al test alla metacolina. Al paziente viene fatta inalare, per nebulizzazione, una soluzione con dosi crescenti di metacolina. Dopo ogni dose il paziente esegue una spirometria. L’esame viene interrotto e quindi si conclude quando con la spirometria viene misurato un VEMS inferiore del 20% rispetto al valore misurato in partenza prima di iniziare le inalazioni. I microgrammi di metacolina che hanno ridotto il VEMS del 20% sono la PD20. In alternativa l’esame può proseguire fino alla inalazione dell’ultima dose prevista dal test qualora il paziente non evidenzi alla spirometria la riduzione del VEMS sopra il 20%. In questo caso il paziente non dimostra alcuna reattività bronchiale.

torna all'indice#
Glossario

Spirometria: esame di funzionalità respiratoria (il più semplice esame per valutare i volumi di aria contenuti e mobilizzati dai polmoni).
Spirometro: apparecchio per eseguire la spirometria.
Picco di flusso espiratorio: (PEF, in inglese Peak Expiratory Flow) è un numero che indica la velocità massima che un paziente riesce ad imprimere all'aria espirata e dipende dalla forza muscolare e dal calibro dei bronchi.
VEMS, volume espiratorio massimo nel 1° secondo di una espirazione forzata: è la massima quantità d'aria che è possibile espirare velocemente in un secondo.
FEV1, forced expiratory volume in the 1st second: è l'espressione inglese del VEMS.
Capacità Vitale (CV): è la massima quantità di aria che un paziente può mobilizzare con una inspirazione profonda seguita da una espirazione profonda.

torna all'indice#
Picco di flusso
     Che cos'è il picco di flusso espiratorio (PEF)?

Il PEF, così chiamato perchè in inglese si dice Peak Expiratory Flow, è un numero che indica la massima velocità con cui si è capaci di espellere l'aria dai polmoni (e si esprime in litro al minuto). Questa velocità dipende in parte dallo sforzo e dalla tecnica con cui si soffia nell'apparecchio ed in parte dalla "larghezza" delle vie aeree. Il valore del PEF è più alto o normale quando l'asmatico sta bene (il flusso aereo non è ostruito), ma diminuisce quando si ha una ostruzione del flusso aereo. Il PEF è dunque una misura che permette di valutare la gravità dell'asma e di seguirne l'evoluzione nel tempo. E' utile dunque misurare il PEF regolarmente ed in ogni caso ogni volta che ci si sente mancare il respiro.

     Come si misura il PEF?

Con il misuratore di picco di flusso, apparecchio semplice e di piccole dimensioni, di uso manuale. Non si tratta di un'operazione difficile, nè fastidiosa. Normalmente viene insegnato in ospedale, o in ambulatorio, da un tecnico di fisiopatologia respiratoria o da un infermiere.

     Da sapere

- Effettuare la misura stando in piedi - Controllare che il cursore che indica il numero del PEF
  sia sulla posizione "zero".
- Tenere l'apparecchio in posizione orizzontale, stando attenti a non bloccare il cursore con
  le dita o ad ostruire la parte del PEF dove esce l'aria
- Inspirare profondamente e, mantenendo le labbra ben strette attorno al boccaglio, buttare
  l'aria fuori soffiando il più forte possibile.
- Scrivere su un foglietto il numero su cui è arrivato il cursore
- Ripetere l'operazione tre volte, per ogni rilevazione, riportando ogni volta il cursore sullo
  zero.
- Scrivere il numero più alto, dei tre ottenuti, sul proprio "diario" del PEF.

     Avete mai provato quanto tempo impiegate per misurare il respiro?

Normalmente occorre un minuto o poco più. Prendete il tempo di farlo. I vantaggi di poter misurare da soli come si respira e soprattutto di poter "captare" i segni di un eventuale peggioramento o i sintomi di un'instabilità della malattia e di intervenire a tempo, sono molto più importanti dei minuti necessari per la registrazione regolare del vostro PEF.

     Come è il PEF nel paziente asmatico?

Esistono delle tavole che indicano i valori "teorici" del PEF, in funzione del sesso, dell'età e dell'altezza. Si può quindi confrontare il proprio PEF a questi valori "medi" di riferimento (come per la spirometria). Ogni asmatico deve chiedere al suo medico qual è il suo migliore valore personale del PEF e di fissare i valori del PEF in corrispondenza dei quali adattare il propri farmaci per raggiungere il controllo dell’asma; un valore di PEF compreso tra l'80% e il 60% necessità di certi farmaci a certi dosaggi, un PEF inferiore al 60%, in pazienti normalmente con valori vicini alla norma, è una emergenza. In un soggetto con valori normali, una diminuzione al di sotto dell'80% di questo valore indica, anche in assenza di segni clinici, un aggravamento dell'asma. Se il PEF scende al di sotto di un determinato valore indicato dal medico, cioè generalmente se è inferiore al 60% del migliore valore personale, vuol dire che l'asma sta peggiorando molto. Se poi il PEF, rilevato durante una crisi di asma, non migliora significativamente dopo aver preso un broncodilatatore a rapida azione, questo è un indice di asma "grave". In tutti i casi la misura del PEF è utile, perchè si potrà adattare autonomamente la terapia che si sta seguendo, in funzione delle direttive scritte già ricevute dal medico (vedi Il primo passo: conoscere la malattia).

torna all'indice#
Spirophone

La telemedicina e la teleassistenza sono nuovi settori della medicina che si stanno sviluppando per fornire servizi di assistenza sanitaria domiciliare "telematica" al paziente. Nel caso dell'asma, la telemedicina sta preparando lo SPIROPHONE, uno strumento che consente di effettuare la spirometria a distanza (per esempio, in casa) e di trasmettere per via telefonica i risultati allo specialista. L'utilità di questo strumento è in corso di valutazione da parte delle Società Scientifiche del settore.

torna all'indice#

DISPOSITIVI PER L’INALAZIONE DEI FARMACI ANTIASMATICI

Assumere farmaci antiasmatici per via inalatoria è un’operazione apparentemente semplice. In realtà non è così. A volte il paziente presenta riacutizzazioni dei sintomi che non trovano spiegazione “logiche”, solo perché non ha seguito bene le prescrizioni del medico o non ha saputo prendere i farmaci in modo corretto. Gli errori che si possono commettere sono numerosi e a volte possono essere anche pericolosi. Per questo è quanto mai importante che il paziente sia istruito correttamente dal medico (o da altro personale sanitario) a conoscere i farmaci che deve prendere e ad usare correttamente i dispositivi per la loro somministrazione. In questo fascicolo si forniscono le indicazioni utili per la comprensione dei vari dispositivi e le modalità per il loro uso.

     Dispositivo per l’inalazione dei farmaci antiasmatici

L’asma è una malattia cronica che alterna periodi di remissione a periodi di attività della malattia. La cura è comunque regolare e continua per molti anni, spesso per tutta la vita. Esistono cure efficaci che, seppure non consentono di guarire, permettono nella maggior parte dei casi di condurre una vita normale. Il problema di “come” utilizzare i trattamenti farmacologici disponibili è molto importante. Il successo della terapia è infatti fondamentalmente legato all’accettabilità da parte del paziente della sua malattia, delle prescrizioni mediche ed al grado di aderenza e costanza nel tempo.

     Non è sempre facile districarsi nel labirinto dei dispositivi esistenti

Ne esistono vari tipi, diversi per forma, colore, modalità d’uso, ecc. A volte inoltre il paziente assume più farmaci, che possono essere erogati ognuno con diverso dispositivo. L’efficacia del trattamento dipende dunque dalla capacità del paziente di assumere i farmaci in modo corretto e di riuscire a farlo costantemente nel corso del tempo.

     I farmaci antiasmatici vengono in genere somministrati per via inalatoria

La somministrazione dei farmaci per via inalatoria è da preferirsi perché in tal modo i farmaci vengono erogati direttamente nei bronchi. A differenza della terapia per via sistemica, la via inalatoria consente al farmaco di giungere direttamente nelle vie aeree degli esseri umani e non indirettamente tramite il sangue come quando il farmaco viene preso per bocca. La somministrazione “locale” dei farmaci ha molti vantaggi:
- arantisce una velocità di azione estremamente elevata per alleviare i sintomi: il paziente
  può stare meglio entro una o due minuti dall’inalazione
- permette un trattamento efficace con dosi minori rispetto alla somministrazione orale.

     Modalità di somministrazione

Attualmente i farmaci antiasmatici per via inalatoria possono essere somministrati nel modo seguente, tramite:
- gli aerosol predosati in bombolette spray, da usare preferibilmente con il distanziatore
- gli autoinalatori
- gli erogatori di polvere
- i nebulizzatori

     Gli aerosol predosati in bombolette spray

L’aerosol predosato in bomboletta spray è un sistema di somministrazione per via inalatoria, presurrizzato, tascabile e portatile. Questo sistema eroga dosi terapeutiche precise, riduce molto il rischio di effetti collaterali e permette un sollievo terapeutico immediato. Chi ha l’asma si sente libero di svolgere molte attività. Sapendo che, qualora il suo respiro andasse in crisi, ha a portata di mano il farmaco di pronto sollievo. La funzione di base dell’aerosol predosato in bomboletta spray e l’erogazione costante della stessa quantità di farmaco sotto forma di una nebbiolina molto fine. Questo permette la deposizione del farmaco nei bronchi anche di più piccolo calibro.

     Come usare la bomboletta spray

1. Togliere il cappuccio e agitare la bomboletta.
2. Mettersi in piedi e buttare fuori l’aria.
3. Porre l’inalatore in bocca o di fronte ad essa. Inspirare e premere la bomboletta
    continuando ad inspirare lentamente e profondamente.
4. Trattenere il respiro contando fino a 10. Espirare l’aria.

     Distanziatori o spaziatori

Una terapia per via inalatoria è efficace solo se il farmaco raggiunge il luogo dove deve agire cioè i bronchi.
I distanziatori, interponendosi fra l’uscita dell’inalatore e la bocca del paziente, determinano una diminuzione della velocità delle particella del farmaco, grazie alla resistenza dell’aria, e diminuiscono le dimensioni delle particelle.
Le particelle del farmaco si depositano meno nelle prime vie aeree e raggiungono in maggior quantità i bronchi. Sono raccomandati distanziatori di volume relativamente grande.

     Come usare un distanziatore (spaziatore)

L’uso di un distanziatore migliora e facilita l’inalazione dello spray.
Ci sono diversi tipi di distanziatori, a boccaglio o a mascherina, utilizzabili a seconda dell’età dell’asmatico.
La trasparenza del distanziatore permette di accertarsi che la dose sia erogata.
1. Agitare l’inalatore ed applicarlo al distanziatore.
2. Espirare.
3. Fare uno spruzzo della medicina nel distanziatore.
4. Inspirare lentamente e trattenere il respiro per 10 secondi.
5. Espirare.
6. Ripetere l’inspirazione senza spruzzare altro farmaco.

     Gli autoinalatori

Gli aerosol predosati in bombolette spray azionati respirando, invece, si azionano automaticamente quando il paziente inspira.
L’inalatore automatico è un altro tipo di aerosol in bomboletta spray. La bomboletta non deve essere premuta perché l’inalatore entra in funzione automaticamente quando il paziente inspira con sufficiente forza. Questo però può essere difficile durante una crisi asmatica grave.

     Gli erogatori di polvere

Come gli aerosol predosati in bombolette spray, gli erogatori di polvere sono dispositivi di erogazione piccoli e portatili che somministrano dosi misurate e ridotte di farmaco direttamente nei bronchi. Negli erogatori di polvere, il farmaco è contenuto come polvere secca. Gli erogatori di polvere non sono pressurizzati e la dispersione e l’erogazione delle particelle di farmaco dipendono esclusivamente dalla capacità inspiratoria del paziente. Il paziente appoggia le sue labbra su un boccaglio dell’erogatore ed inala con rapidità e forza. La forza di inspirazione solleva le particelle di farmaco al di fuori della camera contenitrice e le porta, per mezzo del dispositivo, in bocca e giù nelle vie aeree. Il paziente non deve coordinare il rilascio del farmaco con la manovra inalatoria.

     Nebulizzatori

Usando ultrasuoni od aria compressa, i nebulizzatori trasformano la soluzione o la sospensione acquosa contenente le particelle del farmaco in una nube di aerosol che viene inalata dal paziente. L’uso dei nebulizzatori è in genere limitato al trattamento delle crisi asmatiche negli ospedali ed al trattamento di bambini piccoli e di alcuni pazienti anziani. La maggior parte dei nebulizzatori in circolazione sono grandi, costosi, ingombranti e rumorosi. Molti richiedono una fonte di energia elettrica. I nebulizzatori erogano generalmente un’unica dose ad alto volume. I maggiori inconvenienti dei nebulizzatori sono:
- tempo necessario per la somministrazione del farmaco
- difficoltà nell’assemblare il dispositivo e riempirlo con la soluzione per il nebulizzatore.
L’assemblaggio e la somministrazione possono richiedere 10-20 minuti, un lasso di tempo che può essere troppo lungo per una persona il cui respiro è gravemente in crisi. I nebulizzatori rimangono accesi continuamente mentre il paziente inala, fa delle pause, espira, e ripete il ciclo numerose volte. Fino a due terzi del farmaco possono disperdersi nell’atmosfera mentre il paziente espira o fa delle pause. A causa del potenziale pericolo di contaminazione batteria, i nebulizzatori debbono essere smontati e puliti dopo ogni uso.

     Come eseguire correttamente la nebulizzazione

- lavarsi le mani prima di preparare l’apparecchio
- versare la quantità prescritta di farmaco nell’ampolla nebulizzatrice
- aggiungere la soluzione fisiologica
- applicare la maschera ben aderente al viso, o stringere bene il boccaglio fra le labbra
- nebulizzare completamente la soluzione o la sospensione (di solito sono necessari da 5
  a 10 minuti a seconda del tipo di apparecchio)
- lavare il viso al termine dell’inalazione - lavare la maschera e l’ampolla con acqua tiepida

     Nota

La maschera, il tubo e l’ampolla vanno sostituiti regolarmente (di solito ogni mese).

     Uso dei dispositivi per il trattamento farmacologico dell’asma del bambino

Gli stessi sistemi di somministrazione vengono usati nei bambini di età inferiore a 5 anni.

     Gli aerosol predosati in bombolette spray

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che: “In termini di facilità di somministrazione, disponibilità ed efficacia l’aerosol predosato in bomboletta spray e distanziatori possono essere i metodi più appropriati per somministrare i farmaci per via inalatoria ai bambini in età scolare ma anche più piccoli sia a casa sia negli ambulatori”. L’uso dell’aerosol predosato in bomboletta spray anche per i neonati si è diffuso recentemente grazie all’introduzione di distanziatori a piccolo volume progettati specificamente per questa fascia di età. La presenza di una maschera aiuta i bambini piccoli che non accettano e non riescono ad utilizzare correttamente il boccaglio, per cui è indispensabile la presenza di una maschera a tenuta stagna che ricopra il naso e la bocca.

     Gli erogatori di polvere

L’impiego degli erogatori di polvere generalmente non si raccomanda per i bambini in bassa età, principalmente perché i bambini piccoli non sono in grado di generare un flusso inspiratorio sufficiente per far disgregare la polvere e per portare il farmaco nei polmoni. Il loro impiego invece è possibile quando i bambini piccoli possono svolgere le manovre meccaniche necessarie per l’uso dell’erogatore.

     I nebulizzatori

I nebulizzatori a volte vengono ancora usati nei bambini piccoli.

torna all'indice#

ASMA E FATTORI SCATENANTI

Le conoscenze attuali della medicina non consentono di sapere qual è la causa primaria dell’asma, molto spesso tuttavia il medico può aiutare il paziente ad individuare il fattore (o i fattori) che può aggravare i sintomi o scatenare una crisi. Conoscere questi fattori è indicativo, perché in tal modo chi ha l’asma può attuare un’utile prevenzione, evitandoli completamente, quando è possibile, oppure adottando opportune misure per ridurre i rischi.

Conoscere e prevenire

Perché ho l’asma? Da che cosa dipende la mia malattia? Cosa provoca i sintomi che sento? Queste sono le legittime domande che il paziente pone al medico nel momento in cui apprende la diagnosi di asma. Questa può avvenire a seguito di una crisi scatenata all’improvviso oppure dopo un periodo più o meno lungo durante il quale i sintomi sono stati variabili, sono apparsi con frequenza irregolare, oppure si sono manifestati in corrispondenza di situazioni o circostanze particolari. L’esperienza del paziente e la sua storia sono elementi fondamentali che aiutano il medico a definire il tipo d’asma, la sua gravità, nonché la natura dei fattori che possono aggravarla o provocare una crisi - questi si chiamano fattori scatenanti. Anche se l’asma si manifesta in modo assai diverso da persona a persona, i principi del trattamento farmacologico che il medico prescrive, nell’ambito di un piano terapeutico personalizzato, hanno una validità generale: una volta che l’asma diventa persistente a tutti è prescritta una combinazione di farmaci antiasmatici di fondo e di farmaci antiasmatici sintomatici variabile e adattata in funzione della gravità della malattia (vedi Primo passo: conoscere la malattia). Le prescrizioni mediche sono inoltre accompagnate da raccomandazioni per la prevenzione individuale, che aiutano il paziente ad eliminare o allontanare i fattori scatenanti o a ridurne la loro nocività. Alcuni suggerimenti possono essere seguiti da tutti gli asmatici, tra questi in particolare ha una valenza generale la lotta contro il fumo attivo e passivo. In molti casi, invece, le raccomandazioni mediche riguardano morme igienico-sanitarie che sono valide solo per le persone asmatiche, per le quali è provata l’influenza di uno o più agenti specifici. In questo fascicolo sono fornite alcune misure di prevenzione che riguardano le persone asmatiche, per le quali la malattia è provocata da:
- infezioni
- allergie
- medicine

Le raccomandazioni utili in caso di asma da sforzo, in caso di asma professionale e in caso di asma aggravato in particolari momenti della vita della donna, sono fornite in altri fascicoli specifici (Asma e sport, Asma e lavoro, Asma e condizioni della donna).

torna all'indice#
Asma e infezioni

Le comuni infezioni virali dell’apparato respiratorio (ad esempio il raffreddore e l’influenza ) sono la causa più frequente di scatenamento di crisi asmatiche. I primi segnali di asma sono raffreddori ripetuti che durano più a lungo e “scendono ai bronchi” dando la tosse. Purtroppo attualmente è possibile prevenire solo l’influenza, eseguendo regolarmente ogni anno la vaccinazione antinfluenzale che è raccomandata in tutti i pazienti asmatici.

torna all'indice#
Asma e allergeni
     Se il nemico é l’acaro (asma e polvere domestica)

La polvere domestica é un miscuglio di sostanze estremamente diverse tra loro. L’allergene principale contenuto in essa é quello degli acari domestici. Nel mondo gli acari domestici sono il principale allergene che può indurre l’asma. Essi sono invisibili a occhio nudo e si nutrono delle squame della nostra pelle presenti nell’ambiente domestico. In questi ultimi 50 anni ci sono state diverse trasformazioni nell’arredamento e nella costruzione delle case che hanno favorito la proliferazione degli acari, in particolare:
- l’aumentato uso della moquette nell’arredamento;
- il riscaldamento centralizzato, per cui anche le camere da letto sono tenute
  temperatura ottimale per l’accrescimento degli acari.

Per queste ragioni la concentrazione degli acari nelle nostre case é enormemente aumentata.
Gli acari eliminano nell’ambiente allergeni di diametro 10-40u, cioé tele da penetrare facilmente nelle vie aeree superiori (naso, ecc.) e inferiori (laringe, trachea, bronchi). Più sono numerosi gli acari nell’ambiente domestico maggiore é la quantità di allergeni che essi liberano nell’ambiente.Queste sostanze vanno in sospensione nell’aria ad ogni minima corrente anche solo causata dal camminare su un tappeto o dal girarsi nel letto.

     Prevenzione dell’asma indotto dagli acari

Agli asmatici allergici agli acari il medico consiglia di ridurre le popolazioni di acari che vivono in casa, creando condizioni ambientali ad essi sfavorevoli:
- areando giornalmente a lungo la camera da letto
- esponendo a sole le lenzuola, i cuscini, le coperte ed il materasso
- lavando frequentemente le lenzuola e le federe ad una temperatura di almeno 60°.
  Anchele coperte del letto vanno lavate frequentemente, se possibile una volta al mese.
- usando fodere particolari per coprire materasso e cuscini che non lasciano passare
  gli acari
- eliminando gli altri oggetti che “raccolgono” la polvere (per esempio, peluche)

torna all'indice#
Asma e animali domestici

In alcuni asmatici gli amici dell’uomo possono essere un nemico. Se in casa vivono animali (cani, gatti, piccoli roditori, ecc.) nella polvere di casa si troveranno potenti allergeni: derivati dalla loro saliva, dalle loro urine, dalla loro pelle. In questi casi, é logicamente fondamentale allontanarli da casa.

torna all'indice#
Asma e pollini
     Quando il nemico arriva in primavera!

Il polline é una particella molto piccola che ha il compito di formare e trasportare i gameti dai fiori maschili a quelli femminili affinché possa avvenire la fecondazione e si formi un nuovo individuo. Alcune piante, chiamate anemofile, affidano al vento il compito del trasporto, mentre altre, le entomofile, lo affidano agli insetti.
Normalmente nell’atmosfera italiana si possono identificare oltre 80 tipi diversi di polline appartenenti a circa 50 famiglie botaniche.
Non tutti i pollini sono in grado di provocare l’asma, i principali nemici in Italia sono le graminacee e la parietaria.

     Calendario pollinico

Ogni specie ha un caratteristico periodo di fioritura che é in parte dipende dalle condizioni climatiche dell’ambiente in cui la pianta vive. Così nel territorio italiano la presenza dei pollini varia notevolmente da nord a sud.
Le graminacee sono rappresentate da numerosissimi generi che liberano il polline durante la primavera e l’estate, anche se alcune, come la gramigna delle vie, può fiorire in tutti i mesi dell’anno. La pollinazione di parietaria raggiunge i valori massimi durante la primavera e dopo il periodo secco estivo. In molte regioni meridionali, a causa delle particolari condizioni climetiche, spesso questo polline viene rilevato in quantità notevoli anche nei primi mesi dell’anno.

     Prevenzione dell’asma indotto dai pollini

E’ importante che gli asmatici allergici ai pollini, nei quali i sintomi sono presenti o peggiorano durante il periodo dell’anno in cui la pianta libera i suoi pollini nell’aria (periodo di fioritura), conoscano il periodo di pollinazione della pianta a cui sono allergici e non si facciano trovare impreparati ai primi sintomi della malattia. Durante quel periodo eviteranno di recarsi nelle zone ove quella pianta si trovi in particolare concentrazione (ad esempio, un allergico alle graminacee dovrebbe evitare le passeggiate nei prati e non dovrebbe essere presente alla falciatura di un prato).
In casa é preferibile mantenere le finestre chiuse nelle prime ore del mattino e della sera, orari che coincidono in genere con le massime concentrazioni di polline.

torna all'indice#
Asma e farmaci

Alcuni asmatici possono essere intolleranti all’aspirina e agli altri antiinfiammatori non steroidei (FANS), ad alcune compresse per la pressione sanguigna e ad alcuni colliri per il glaucoma. Il consiglio del medico specialista é indispensabile in questi casi per mettere in atto le dovute precauzioni.
Molto spesso i familiari, gli amici, i colleghi, ecc. forniscono suggerimenti e consigli per prevenire le crisi asmatiche. Possono essere utili oppure no, parlatene con il vostro medico. Immunoterapia iposensibilizzante specifica.
Si tratta di una terapia (inesattamente detta “vaccino”) consistente nella somministrazione di dosi crescenti di allergene, che dura alcuni anni. Va prescritta dallo specialista dopo attenta valutazione clinica in pazienti asmatici allergici, monosensibili, in fase iniziale della malattia, nei quali sia stato identificato con esattezza l’allergene.

     L’ITS é attualmente l’unico modo per ridurre la risposta allergica nel paziente

I risulatati vanno a seconda dell’allergene in causa e della risposta individuale, ma quando le indicazioni dello specialista sono rispettate correttamente, l’esito a distanza é per lo più favorevole e gli effetti collaterali scarsi o nulli.

     Come fare per ridurre l’esposizione a fattori scatenanti l’asma

- Vaccinazione antinfluenzale ogni anno
- Smettere di fumare, evitare che altri fumino dove vive un asmatico
- Eliminare nella misura del possibile i fattori scatenanti individuati dal vostro medico,
  seguendo attentamente le sue raccomandazioni.

Se siete asmatici, chiedete che si rispettino i vostri diritti, se non siete asmatico ma vivete con persone asmatiche rispettate i loro diritti proteggendole con una buona prevenzione.

torna all'indice#

L'ASMA SOTTO I CINQUE ANNI DI ETÀ

L'asma nel bambino può comparire ad ogni età, ma di solito inizia durante i primi anni di vita. La malattia varia notevolmente da un bambino all'altro, per quanto riguarda i sintomi, la frequenza e la gravità delle crisi. Inoltre, la malattia può presentarsi in modo assai diverso nello stessa bambino durante le varie fasi della crescita.

     Che cos'è l'asma

Le vie aeree di un bambino con asma sono cronicamente infiammate e molto più reattive del normale e, pertanto, tendono a restringersi facilmente in seguito all'azione di svariati stimoli (soprattutto infezioni ed allergeni). Il restringimento del lume delle vie aeree, dovuto all'infiammazione della parete, riduce il passaggio dell'aria, rendendo il respiro difficile, sibilante o fischiante,e/o provocando tosse. Un'ostruzione acuta del lume e delle vie aeree determina quello che normalmente si chiama una crisi asmatica. Nell'intervallo tra le crisi, la maggior parte dei bambini asmatici non ha alcun sintomo. Se sono presenti sibili, tosse, difficoltà di respiro, ecc., significa che l'asma non è sotto controllo ed è quindi necessario parlarne con il medico.

     Come viene diagnosticato l'asma nei primi 5 anni di vita?

I bambini piccoli che soffrono d'asma di solito presentano respiro sibilante e una tosse fastidiosa. Si deve sottolineare il fatto che i bambini sani non tossiscono. Se il vostro bambino tossisce in modo fastidioso, soprattutto di notte, o dopo uno sforzo, dovreste sospettare: "E se fosse asma?".
La diagnosi d'asma può essere effettuata sulla base della storia dei sintomi presentati dal bambino, con l'indicazione del periodo in cui si sono verificati. Individuare l'asma nei primi 5 anni di vita può essere difficile, questo perchè:
- Numerosi bambini hanno almeno una volta respiro sibilante durante i primi
  5 anni di vita. La maggior parte di questi non avrà mai più problemi respiratori,
  pertanto i medici preferiscono usare il termine "asma" con molta cautela.

- Non è facile misurare come respira un bambino piccolo perchè gli strumenti che vengono
  normalmente usati (spirometria e misuratore di picco di flusso) sono adatti solo per
  i bambini al di sopra dei 5 anni.
A volte il medico riesce a capire la vera natura dei disturbi respiratori del bambino piccolo solo dopo più crisi.

     Qual è il metodo migliore per far prendere i farmaci antiasmatici ai bambini?

Anche nei primi anni di vita i farmaci per via inalatoria sono preferibili alla via orale (ad esempio sciroppi).

     Gli inalatori

Esistono vari tipi di inalatori. I più diffusi sono gli aerosol in bomboletta spray. Ai bambini può venire prescritto un erogatore a polvere secca, quando sono in grado di usarlo.

     I distanziatori e aerosol in bomboletta spray

A tutti i bambini di età inferiore a 5 anni deve essere prescritto un distanziatore per il loro aerosol in bomboletta spray. I distanziatori sono importanti perchè permettono l'inalazione del farmaco da parte dei più piccoli, ma devono essere usati con una maschera da appoggiare al volto del bambino. Con questo dispositivo il farmaco raggiungere i polmoni e non si deposita in gola.

     I nebulizzatori

Solo in rari casi oggi è necessario usare un nebulizzatore. Per ulteriori informazioni consultare il fascicolo Dispositivo per il trattamento farmacologico dell'asma.

     Qualche utili consiglio per usare l'aerosol in bomboletta spray e i distanziatori

- Fatevi spiegare dal medico o dal personale sanitario come usare, pulire e quando
  sostituire gli inalatori e il distanziatore che vi hanno prescritto.
- Presentare il distanziatore e l'aerosol in bomboletta spray come se fossero dei giocattoli.
  Mostrare al bambino come si usano (senza azionare la bomboletta). Qualche autoadesivo
  colorato può rendere il distanziatore più interessante agli occhi del bambino e aiutarvi
  a trasformare l'assunzione del farmaco in un gioco.
- Un'alternativa può essere quella di dare il farmaco quando il bambino dorme. Il bambino
  può inalare il farmaco, con il distanziatore e la mascherina appoggiati sul volto.
- Se il respiro del bambino è in crisi e volete somministrare il broncodilatatore a rapida
  azione, ricordate che questo può essere inalato anche quando il bambino sta piangendo.

     E' bene sapere che...

I segnali che l'asma del bambino piccolo non è ben controllato e sta peggiorando sono:
- Si sveglia di notte o alla mattina con respiro sibilante e tosse
- I suoi sintomi peggiorano dopo uno sforzo fisico
- Dovete dargli il broncodilatatore a rapida azione più spesso del solito.
Come parte dello schema terapeutico del bambino piccolo, è importante chiedere in anticipo al medico delle istruzioni scritte su che cosa fare se l'asma peggiora. In questi casi il medico può consigliare di aumentare il trattamento di fondo.

     L'asma e il sonno

Non è normale che il bambino si svegli durante la notte con tosse e respiro sibilante. Questo è un segnale che la sua malattia non è ben controllata. I sintomi notturni possono disturbare il sonno di tutta la famiglia e compromettere la qualità della vita perchè durante il giorno il bambino può essere stanco e indolente e i genitori irritabili e di cattivo umore. Bisogna quindi fare di tutto per eliminare i sintomi notturni e normalmente il sonno. Se i sintomi notturni persistono rivolgetevi al medico che potrebbe decidere di cambiare il trattamento.

     Che cosa succede durante una crisi asmatica?

Durante una crisi asmatica la tosse, il respiro sibilante o la mancanza di respiro peggiorano. Alcuni bambini durante una crisi non riescono a parlare e a mangiare perchè manca loro il respiro. Una crisi si può sviluppare nell'arco di qualche ora o di qualche giorno e spesso compare durante un raffreddore. Una crisi asmatica può mettere in pericolo la vita del bambino, quindi deve essere presa seriamente. una crisi può spaventare, ma sapere come comportarsi può aiutare i genitori o coloro che hanno la cura del bambino a mantenere la calma e a prestare soccorso nel modo migliore. In ogni bambino le crisi asmatiche presentano delle caratteristiche particolari. A volte quindi è possibile riconoscere i segni premonitori (ad esempio, un aumento della tosse) e iniziare un ciclo di terapia prescritta dal medico per prevenire l'insorgenza della crisi.

     Che cosa si deve fare durante un'emergenza?

La maggior parte dei genitori imparano a riconoscere una crisi asmatica. E' importante seguire le istruzioni per le emergenze concordate precedentemente con il medico. A grandi linee le regole da osservare in caso di emergenza sono:
- Chiamate un dottore o un'ambulanza (scegliete la soluzione più veloce)
  o portate il bambino all'ospedale più vicino
- Somministrare immediatamente al bambino un broncodilatatore a rapida
  azione, aspettare da cinque a dieci minuti e ripetere l'operazione fino a quando
  la respirazione migliora o fino a quando arriva il medico
- Tenete o fate sedere il bambino in posizione eretta. La posizione distesa può
  risultare meno comoda.

     Raccomandazioni per chi si occupa di un bambino asmatico

Molti genitori con bambini piccoli lavorano o studiano. Trovare una persona qualificata a cui affidare il proprio bambino, specialmente se asmatico, non è facile. Ci si può rivolgere ad un familiare, ad una baby-sitter, ad un asilo nido, ad una scuola materna, ma occorre assicurarsi che gli vengano somministrati regolarmente i farmaci e che gli educatori sappiano come comportarsi durante un'emergenza. E' importante quindi fornire a coloro che si occupano di bambini asmatici chiare istruzioni scritte sul da farsi, in particolare in caso di emergenza.

     L'asma e il fumo passivo

Esiste spesso una predisposizione ereditaria alla comparsa dell'asma, ma ci sono altri fattori che possono favorire la comparsa dell'asma nel bambino. Ad esempio, il fumo della madre durante la gravidanza aumenta la probabilità che il bambino diventi asmatico. I bambini asmatici di genitori che fumano spesso hanno sintomi più gravi. I familiari non dovrebbero quindi mai fumare nei luoghi dove vive il bambino.

     L’asma e l’esercizio fisico

L’asma che compare a seguito di una attività fisica non è causata dalla sudorazione, ma invece è dovuta al fatto che, quando si aumenta di molto la frequenza del respiro, si può avere una perdita notevole di calore e umidità nei bronchi: nei bambini asmatici questo fenomeno scatena l’asma. Ad un bambino asmatico è quindi permesso praticare lo sport? Numerosi atleti hanno conseguito importanti vittorie nelle competizioni sportive, anche alle olimpiadi, pur avendo l’asma. Quindi l’asma bronchiale non preclude l’attività fisica anche agonistica. Se accuratamente gestito, lo sport permette al bambino con asma una qualità di vita ottima, che non si limita alla sfera fisica, ma che coinvolge la sfera emotiva, producendo nel bambino una aumentata autostima e nella famiglia una diminuzione dell’ansia. Va ricordato che l’esercizio fisico praticato in età scolare è di indiscutibile importanza per i suoi effetti positivi sul benessere fisico e mentale e tra gli effetti più interessanti c’è anche il suo influsso sullo sviluppo dei volumi respiratori polmonari.
Pediatra e medico sportivo possono fornire utili orientamenti per la scelta dello sport da praticare e per la appropriata gestione dell’asma.

     Quale sarà l'evoluzione dell'asma del bambino?

Tutti i genitori vorrebbero sapere se l'asma del bambino scomparirà, ma non ci sono evidenze che permettano di dare una precisa indicazione. In linea generale, se il bambino ha sviluppato i sintomi molto presto ci sono più probabilità che l'asma scompaia in età scolare, mentre i bambini che sviluppano l'asma più tardi (dai tre ai cinque anni) o che hanno una storia familiare di allergie, tendono ad essere effetti dalla malattia anche durante gli anni della scuola, ma possono superarla nell'adolescenza.
In un caso su tre l’asma tende a ricomparire dopo i 20 anni tanto più quanto più la persona adotta stili di vita poco salutari. Ad esempio l’abitudine al fumo facilita la ricomparsa.

     Con le cure attuali l'asma del bambino può guarire?

Attualmente, nella maggior parte dei casi, con le cure attuali l'asma non può essere guarito, ma può essere ben controllato. Grazie alla ricerca le cose potranno cambiare nel futuro. I ricercatori stanno studiando la malattia su diversi fronti, in particolare, negli ultimi anni, si stanno cominciando a conoscere i geni che predispongono alla comparsa dell'asma. Non solo si sta cercando un modo per guarire dalla malattia, ma anche di migliorare il trattamento e la qualità della vita dei bambini asmatici.

     L’ITS é attualmente l’unico modo per ridurre la risposta allergica nel paziente

I risulatati vanno a seconda dell’allergene in causa e della risposta individuale, ma quando le indicazioni dello specialista sono rispettate correttamente, l’esito a distanza é per lo più favorevole e gli effetti collaterali scarsi o nulli.

torna all'indice#

L’ASMA A SCUOLA

Cosa fare se in classe c’è un bambino asmatico? Come comportarsi in caso di crisi o d’emergenza? Cosa fare se il bambino asmatico peggiora? Se è frequentemente assente? Come assicurare il suo buon inserimento nel lavoro di gruppo della scolaresca e nelle attività sportive ed extrascolastiche? Questi sono i principali quesiti che si pongono gli insegnanti. Il primo passo è migliorare la comunicazione con i genitori e con il medico di riferimento del bambino. Il benessere dell’alunno asmatico nella maggior parte dei casi dipende dalla comprensione della malattia, delle sue cause e del suo trattamento, nonché dalla prontezza e dall’efficacia con cui sono messe in atto, anche a scuola, le raccomandazioni del medico in caso di crisi.

     Dimensione del problema

Le più recenti ricerche epidemiologiche indicano che:
- un bambino in età scolare su dieci ha l’asma;
- l’asma è una delle più frequenti cause di assenza dalla scuola;
- vengono ricoverati in ospedale più bambini asmatici che bambini affetti da
  qualsiasi altra malattia.

D’altra parte, un bambino (o ragazzo) asmatico come tutti i suoi coetanei vive un terzo della sua giornata tipo a scuola. E’ quindi estremamente importante il ruolo che la scuola e gli insegnanti possono svolgere per aiutarlo a condurre una vita “normale” come i suoi compagni. Questo significa, inoltre, che il bisogno d’informazione da parte degli insegnanti è molto forte.

     Che cos’è l’asma

L’asma è una malattia cronica dei bronchi causata da una loro infiammazione che provoca mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressone al torace. Nella maggior parte dei casi il bambino che ha l’asma è adeguatamente curato e può condurre una vita perfettamente normale se assume correttamente e regolarmente i farmaci prescritti dal medico e mette in atto le misure di prevenzione consigliate. Periodicamente, comunque, alcuni bambini possono avere una crisi d’asma e queste possono comparire anche a scuola. Queste non vanno mai sottovalutate.

     Come si manifesta l’asma nei bambini?

Di solito con episodi (crisi) di mancanza di respiro e tosse, accompagnati da sibili o fischi che provengono dal torace. I bambini avvertono a volte un senso di “costrizione” toracica che può rendere la respirazione molto difficoltosa e quindi anche spaventare. Si possono, peraltro, verificare altre forme d’asma; ad esempio quando il bambino non è in grado di praticare attività sportiva. In certi casi, invece, la tosse può essere l’unico sintomo asmatico

     Come si possono evitare le crisi asmatiche?

I sintomi asmatici possono essere evitati con trattamenti farmacologici appropriati e adeguate misure di prevenzione ambientale. Poiché l’asma infantile è spesso di natura allergica, il bambino ha anche una rinite. Non va sottovalutata quindi la terapia farmacologia della rinite. Ci sono evidenze che dimostrano come una rinite non controllata contribuisce ad aggravare i sintomi asmatici.
Ci sono due tipi di farmaci per l’asma:
I farmaci antiasmatici di fondo sono quelli che vanno presi per evitare l’insorgenza dei sintomi asmatici.
I farmaci antiasmatici sintomatici sono quelli che ci aiutano a risolvere disturbi del respiro quando
questi si verificano.
La maggior parte dei pazienti assume, almeno per determinati periodi dell’anno, tutti e due i tipi di farmaci.
Occorre conoscere bene i farmaci che il bambino deve assumere (quali, a cosa servono, quando e come deve assumerli) e, soprattutto, sapere quali farmaci usare in caso di emergenza o di crisi (broncodilatatori a rapida azione). In alcuni asma da sforzo può essere necessaria anche una premeditazione, cioè il bambino deve prendere il farmaco antiasmatico prescritto dal medico prima dell’attività fisica.

     Se in classe c’è un bambino asmatico

- Chiedere informazioni ai genitori sull’asma dell’alunno e sulla terapia in corso.
- Assicurarsi di avere anche a scuola una copia sempre aggiornata del piano terapeutico
  fissato dal medico. Se il bambino effetto da asma grave è utile consultare direttamente il
  medico di riferimento del bambino.
- Lasciare che il bambino tenga i suoi farmaci antiasmatici a portata di mano. Anche il più
  piccolo ritardo nell’assunzione del farmaco può essere pericoloso.
- Attirare l’attenzione dei genitori se l’alunno asmatico fa lunghe assenze per disturbi
  respiratori. E’ un indice che la malattia non è sotto controllo.
- Facilitare l’assunzione dei farmaci antiasmatici (specialmente prima dell’attività fisica).
  Alcuni bambini si vergognano di prendere i farmaci antiasmatici di fronte agli altri.
- Ricordare all’alunno di portare con se il farmaco durante le gite scolastiche.
- Verificare che l’aula sia sempre arieggiata e priva di polvere e muffe.

     Raccomandazione di crisi asmatica a scuola

I bambini affetti da asma imparano dalle loro precedenti esperienze. Sanno generalmente che cosa fare e normalmente hanno con sè il giusto trattamento per l’emergenza (broncodilatatori a rapida azione). E’ impossibile stabilire delle regole che valgono per tutti perché i bambini sono affetti da diverse forme d’asma.
I seguenti suggerimenti possono essere tuttavia utili sempre:
- Assicurarsi che il bambino assuma il broncodilatatore a rapida azione
  immediatamente e correttamente, più spruzzi anche ravvicinati.

Il broncodilatatore a rapida azione va dato per via inalatoria. In alcuni casi l’alunno potrebbe avere con sé anche delle compresse di cortisone. E’ necessario fargliele prendere.
- Mantenere la calma e confortare il bambino.
Le crisi possono spaventare, quindi occorre mantenere la calma e agire con tranquillità ed efficienza. Non lasciate il bambino da solo, ma ascoltate attentamente quello che dice e le sue richieste: Probabilmente questa non è la sua prima crisi. Cercate di aiutarlo tranquillizzandolo e dandogli conforto. Durante una crisi asmatica la respirazione si fa corta e veloce, quindi dite al bambino di respirare lentamente e profondamente. La maggior parte degli asmatici preferisce sedersi in posizione eretta o piegarsi leggermente in avanti ed appoggiare le mani sulle ginocchia per sostenere il torace. Evitare di mettere il bambino disteso in posizione supina.

     Quando bisogna chiedere urgentemente aiuto ad un medico

- Il bambino non ha con se il broncodilatatore a rapida azione (farmaco per l’emergenza).
- Il broncodilatatore a rapida azione non dà alcun effetto dopo cinque o dieci minuti.
- Il bambino non riesce a parlare o parla per sillabe.
- Si ha un qualsiasi dubbio sulle condizioni del bambino.
Se un dottore non è in grado di arrivare entro cinque minuti, è bene chiamare immediatamente un’ambulanza.

     Il bambino asmatico può praticare esercizio fisico ed attività sportiva agonistica?

Se non curati, i bambini asmatici sviluppano tosse e/o respiro sibilante durante l’attività fisica. Se invece seguono le cure prescritte possono praticare tutti gli sport.
Quello che conta è che il bambino possa impegnarsi nel suo sport preferito. Questo significa anche dargli la possibilità di scegliere in modo consapevole in funzione delle sue inclinazioni.

     Da farsi

E’ importante che l’insegnante di educazione fisica, insieme ai genitori, incoraggi il bambino asmatico a partecipare all’attività sportiva, ad assumere il farmaco adatto prima dell’inizio dell’attività fisica e a portarlo con sé durante la lezione.
Se, tuttavia, durante lo sport il bambino lamenta disturbi respiratori non deve essere obbligato a continuare ed il problema va segnalato ai genitori ed al medico.

     Importante

Gli insegnanti, ed in particolare l’insegnante di educazione fisica, possono aiutare ad individuare i casi di asma da sforzo non diagnosticato segnalando la presenza di bambini che dopo l’attività fisica hanno tosse intensa e/o respiro sibilante.
L’insegnante ha il dovere di inserire il bambino asmatico a pieno titolo in tutte le attività scolastiche, facendogli accettare la sua malattia come una condizione di vita normale, aiutandolo nella gestione della malattia ed educando tutta la scolaresca a non isolare il compagno asmatico. Per questo ha bisogno di indicazioni chiare che gli consentano di espletare a pieno i suoi compiti e di ricevere le necessarie informazioni per poter agire in modo competente se in classe c’è un alunno asmatico.

torna all'indice#

SPECIALE GIOVANI

Avere l’asma non è uno scherzo. Nei periodi normali, cioè al di fuori delle crisi, non si vede che uno è asmatico, nessuno se ne può accorgere e capire quello che l’asmatico prova. Ma quando la crisi arriva, è una bufera e…che bufera! Per questo è importante sapere che le crisi si possono prevenire ed evitare, conoscendo come la malattia si manifesta e soprattutto riconoscendo che esiste oggi possibilità di cura molto efficaci.

     Che cos’è l’asma

L’asma è una malattia cronica dei bronchi causata da una loro infiammazione che provoca mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace.
Per molti giovani e giovanissimi, avere l’asma è un’esperienza vissuta già da vari anni. A volte però, si tratta di una “scoperta” recente, dato che la malattia può presentarsi ad ogni età. Avere l’asma da poco tempo o da molti anni, non cambia la situazione: si hanno gli stessi sintomi e gli stessi problemi.

     Da che cosa è causato l’asma e quali sono i fattori che possono scatenarlo?

Si hanno informazioni sull’asma già prima di 2000 anni fa. Ciononostante la medicina non è ancora in grado di spiegare le cause di questa malattia e perché sempre più persone ne soffrono. I ricercatori di tutto il mondo sono impiegati a studiarne gli aspetti genetici e a valutare il peso dei fattori ambientali, senza risultati del tutto soddisfacenti dal punto di vista scientifico. E’ chiaro soltanto che molto spesso è possibile individuare i fattori che in alcune persone possono peggiorare la malattia o provocare una sua riacutizzazione. La misura del respiro (spirometria e misurazione del picco di flusso espiratorio), gli esami clinici e di laboratorio, l’esperienza diretta del paziente, possono aiutare il medico ad effettuare la diagnosi e ad individuare l’eventuale influenza di fattori scatenanti. La causa più frequente dell’asma è l’allergia. Le infezioni respiratorie sono la causa più frequente di esacerbazione o di scatenamento. Molto spesso l’asma è dovuto alla concomitanza di più fattori. Conoscerli è importante, perché aiuta ad eliminarli o a ridurne l’azione e la pericolosità.

     L’asma è una malattia cronica che non va sottovalutata

Quando si ha l’asma si sa che le crisi possono scatenare senza preavviso, in ogni momento: a casa, a scuola, durante le vacanze, durante lo sport o anche in momenti più intimi. Le crisi possono essere molto forti. A volte i sintomi si verificano durante la notte o al mattino presto (asma notturno). Solo chi vive queste situazioni in prima persona può valutare quanto sia importante non farsi prendere alla sprovvista ed essere capaci di reagire prontamente e correttamente.

     Trattamento farmacologia dell’asma

Ci sono due tipi di farmaci:
I farmaci antiasmatici di fondo sono quelli che vanno presi per evitare l’insorgenza dei sintomi asmatici.
I farmaci antiasmatici sintomatici sono quelli che ci aiutano a risolvere i disturbi del respiro quando questi si verificano.
La maggior parte dei pazienti, quelli con asma persistente, assumono normalmente tutti e due i tipi di farmaci.
Le nozioni che si hanno sui farmaci sono spesso insufficienti. Proprio perché l’asma è una malattia seria e cronica, si dovrebbe essere capaci di riconoscere i vari tipi di farmaci, sapere a cosa servono, che effetti hanno, quando e come assumerli. Un comportamento consapevole dovrebbe aiutare nella cura dell’asma e dovrebbe consentire di evitare errori nell’uso dei farmaci prescritti dal medico:
è pericoloso non prenderli, così come è altrettanto pericoloso prenderne troppi ed è estremamente dannoso scambiarli.
Chi ha l’asma ha sempre con se il broncodilatatore a rapida azione da usare in caso di crisi.

     Dispositivi per il trattamento farmacologico dell’asma

Normalmente i farmaci antiasmatici sono assunti per via inalatoria, perché in tal modo il farmaco agisce direttamente nei bronchi, dove è necessario. In alcuni casi, il medico prescrive compresse o farmaci per iniezione. I nebulizzatori, a volte usati per i bambini o durante le crisi, non sono da preferirsi: oggi si usano le bombolette spray con il distanziatori e gli erogatori di farmaco in polvere. I farmaci antiasmatici ed i dispositivi attualmente esistenti sono numerosi. Il medico le prescrive tenendo conto dei vantaggi che essi presentano a seconda del loro utilizzatore. E’ bene parlare con il medico di ogni problema incontrato nell’uso dei farmaci o degli erogatori. Esistono oggi varie possibilità che consentono di scegliere sia il farmaco, sia il modo di assunzione più adatto al proprio caso.

     Ruolo del medico e piano terapeutico

Una volta fatta la diagnosi d’asma, il medico prepara insieme con il paziente un piano terapeutico scritto, con le indicazioni necessari sul da farsi nei periodi “normali”, in caso di peggioramento dei sintomi e soprattutto in caso di crisi o di emergenza. Per facilitare i compiti del paziente, oggi il piano terapeutico viene diviso in tre fasi, ognuna corrispondente al colore del semaforo, come nel codice della strada:
- il semaforo verde, equivalente a benessere e/o stabilità, indica che si può andare
  avanti continuando la terapia abituale senza problemi,
- il semaforo giallo equivalente ad un lieve peggioramento, avvisa che si deve fare
  attenzione,
- il semaforo rosso equivalente ad un peggioramento importante avverte che si è in
  pericolo.
Il piano terapeutico ha un significato solo se l’asmatico partecipa attivamente per metterlo in pratica. L’autogestione dell’asma non può essere improvvisata, ma richiede una conoscenza approfondita della malattia ed esperienza, che si può acquisire con la registrazione regolare del respiro e l’annotazione attenta dei sintomi e delle circostanze che li provocano.

     Asma e studio

Se l’asma è ben curato, non si dovrebbero registrare relazioni con lo studio. Se la malattia influenza negativamente il rendimento, significa che c’è qualcosa che non va nella cura o nella maniera in cui la cura viene eseguita. E’ bene parlarne con il medico.

     Asma e sport

Il giovane che ha l’asma se è ben curato può svolgere tutti gli sport, come i suoi coetanei, in funzione delle sue preferenze e attitudini. L’asma non può far rinunciare al proprio sport preferito. Solo gli sport che comportano rischio nel caso di interruzione o di malessere improvviso e quelli che si svolgono in ambienti o in condizioni estreme sono da evitare (deltaplano, paracadutismo, alpinismo d’alta quota, sport motoristici e sport subacquei) – ( vedi Asma e sport).

     Asma e tempo libero

Non ci dovrebbero essere limitazioni. Non tutti i fattori scatenanti purtroppo sono evitabili. Tra questi, esiste il problema del fumo che può aggravare l’asma e scatena una crisi. Si tratta di un fattore difficile da evitare, perché gli amici fumano, si fuma in pizzeria, in discoteca, etc.
I tuoi amici o compagni possono darti dei suggerimenti per curare i tuoi sintomi. Questi potrebbero essere giusti oppure no. Parlane con il tuo medico.

     Chi ha l’asma

- può condurre una vita normale, purchè segua attentamente e regolarmente le prescrizioni
  e raccomandazioni del suo medico
- ha esperienza: sa a che cosa servono i farmaci prescritti e sa quali assumere, come
  e quando
- ha sempre con sé i farmaci da usare in caso di bisogno, cioè i broncodilatatori a rapida
  azione
- adotta il piano terapeutico individuale fissato dal medico, con le indicazioni scritte su cosa
  fare nei periodi normali (semaforo verde), in caso di peggioramento dei sintomi (semaforo
  giallo) o in caso crisi (semaforo rosso)
- misura e registra giornalmente il suo respiro (con il misuratore del picco di flusso
  espiratorio-PEF e si sottopone a controlli spirometrici periodi
- vuole essere informato ed aggiornato sulle “novità” che concernono il suo trattamento
- ha fiducia, perché sa che oggi esistono cure efficaci che possono aiutarlo a svolgere
  come tutti gli altri le sue attività quotidiane, compreso l’esercizio fisico e lo sport.

torna all'indice#

ASMA E CONDIZIONI DELLA DONNA

L’asma è una malattia che, in base alle statistiche disponibili, colpisce di più i maschi, in particolare nei gruppi di età infantile fino all’adolescenza. Se l’asma colpisce più gli uomini, perché consacrare un’attenzione particolare alle donne? I ricercatori hanno messo in evidenza che esistono rapporti tra asma e ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesteroni). Inoltre in due momenti propri della vita della donna la gravidanza e la menopausa, l’asma può comportare particolari caratteristiche o complicazioni. Ciò spiega perché si possono avere della variazioni nella gravità dell’asma durante il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa.

     Asma e mestruazioni

In alcune donne l’asma può peggiorare prima del ciclo mestruale. Le crisi asmatiche durante il periodo premestruale vanno trattate con gli stessi farmaci raccomandati per trattare le altre crisi asmatiche. (Vedi Il primo passo: conoscere la malattia)

     Asma e gravidanza

Seguendo i consigli del loro medico, le donne asmatiche possono tranquillamente avere una gravidanza normale e partorire un bambino sano. Le donne, tuttavia, e i loro familiari a volte si preoccupano per i cambiamenti che la gravidanza comporta ed è normale che cerchino di saperne di più. Controllare l’asma durante la gravidanza significa seguire scrupolosamente il trattamento prescritto dal medico. Per la donna in gravidanza e per il feto, i rischi di un asma non controllato adeguatamente sono infatti superiori rispetto ai rischi degli effetti collaterali dei farmaci antiasmatici.

     Come si modifica l’asma durante la gravidanza?

Il medico non può prevedere l’evoluzione dell’asma durante la gravidanza. In un terzo dei casi l’asma peggiora in un altro terzo rimane invariato e nel restante terzo migliora. A volte l’asma può comparire per la prima volta durante la gravidanza. Sebbene imprevedibile, il decorso dipende anche dalla gravità dell’asma preesistente e dall’evoluzione presentata in gravidanze precedenti. La gravidanza è sconsigliata nelle pazienti con asma grave persistente. Durante la gestazione andare dal medico regolarmente è indispensabile per tutte le madri e specialmente per le donne asmatiche.

     Vi è pericolo per la donna asmatica durante la gravidanza di parto?

Se l’asma è tenuto sotto controllo le complicazioni durante la gravidanza sono poco frequenti. La gestazione, il decorso del parto, il peso del neonato ed il suo stato di salute prenatale sono normali. Se la paziente è asintomatica può partorire senza problemi. Il travaglio non peggiora i sintomi, nemmeno in pazienti affetti da asma da sforzo. Se i sintomi dell’asma non restano sotto controllo durante le ultime settimane prima del parto, allora può essere consigliabile il parto cesareo.

     Trattamento dell’asma durante la gravidanza

La gestione dell’asma nella donna in gravidanza si basa, come tutti gli altri asmatici, su:
- misure oggettive della funzionalità respiratoria (spirometria e misura del picco
  di flusso espiratorio)

- allontanamento e controllo dei fattori scatenanti
- trattamento farmacologico per un controllo ottimale.
La donna in gravidanza deve essere aiutata a smettere di fumare.
Ci sono molte ragioni per cui i genitori non dovrebbero fumare durante la gravidanza:
- il fumo nuoce alla salute di tutti.
- Il fumo durante la gravidanza aumenta le probabilità che il bambino sviluppi
  disturbi respiratori e l’asma nell’infanzia (vedi Asma nei primi cinque anni di
  età).

Anche se si è fortemente motivati, smettere di fumare non è facile. E’ bene parlarne con il primo medico. Il medico deve inoltre educare la donna asmatica incinta all’autogestione dell’asma, al controllo dei fattori scatenanti ed alla riduzione dell’asma. Si devono rimandare a dopo il parto eventuali prove allergometriche o prove di provocazione bronchiale. Anche l’immunoterapia specifica non deve essere eseguita durante la gravidanza. A volte la donna in gravidanza (o chi le è vicino) è preoccupata per i possibili effetti secondari del trattamento farmaco logico dell’asma durante la gravidanza. Sospendere o evitare di assumere i farmaci antiasmatici è molto pericoloso: si corre il rischio di un asma mal controllato, quando invece l’asma deve essere trattato in modo adeguato per evitare complicazioni. I farmaci antiasmatici consigliati non sono dannosi per il bambino ma al contrario proteggono la sua salute e quella della madre.

     Quali farmaci antiasmatici si debbono assumere durante la gravidanza?

Ci sono due tipi di farmaci:
I farmaci antiasmatici di fondo sono quelli che vanno presi per l’insorgenza di sintomi asmatici.
I farmaci antiasmatici sintomatici sono quelli che ci aiutano a risolvere i disturbi di respiro quando questi si verificano. Sono sicuri il salbutamolo e la terbutalina per via inalatoria ed il prednisone.
La maggior parte dei pazienti, quelli con asma persistente, assumono normalmente tutti e due i tipi di farmaci.
La donna deve conoscere bene i farmaci che deve assumere (quali, a cosa servono, quando e come assumerli) e, soprattutto, deve sapere quali farmaci usare in caso di emergenza di crisi (broncodilatatore a rapida azione). Vi sono studi in corso sul trattamento dell’asma in gravidanza.
In alcuni casi il medico potrebbe raccomandarvi anche altri farmaci, seguite sempre le sue indicazioni con fiducia.
Durante la crisi d’asma oltre ai farmaci necessari è consigliato somministrare ossigeno per prevenire l’ipossia del feto. Occorre però evitare la somministrazione di adrenalina a causa degli effetti collaterali.

     Che cosa può accadere durante il travaglio?

Durante il travaglio le crisi asmatiche gravi si verificano molto raramente perché aumenta la produzione da parte della madre di ormoni (ad esempio cortisone e adrenalina) che prevengono un peggioramento dell’asma preesistente. Molte donne, per sentirsi più tranquille, elaborano insieme al medico un programma per la nascita del bambino che comprenda anche il rischi di una crisi asmatica.

     Asma e allattamento

Le madri asmatiche possono allattare i loro figli come tutte le altre madri. Non c’è motivo pre cui le donne asmatiche non possano allattare il proprio bambino: i farmaci antiasmatici usati per via inalatoria alle dosi consigliate non sono consigliate non sono presenti nel latte materno in quantità dannose. I farmaci usati per curare l’asma non ostacolano la produzione di latte materno.

     Asma e menopausa

La menopausa è la condizione che si verifica dopo l’ultima mestruazione della donna, dovuta all’esaurimento dell’attività ovulatoria dell’ovaio. La menopausa può a volte causare l’aggravamento di un asma preesistente che quindi in questa fase della vita va seguito strettamente.

     La menopausa può causare l’asma?

Non si hanno informazioni certe circa l’insorgenza dell’asma, addirittura questa potrebbe essere protettiva. In particolare il trattamento sostitutivo con estrogeni può aumentare il rischio di comparsa d’asma.

     Cosa deve fare una donna asmatica in menopausa?

La donna in menopausa deve informare il ginecologo della propria malattia. E’ assolutamente doveroso non fumare, seguire una dieta appropriata e svolgere attività fisica. L’aumento di peso è un altro fattore da non sottovalutare perché può ostacolare ulteriormente il respiro. E’ inoltre indispensabile effettuare controlli clinici periodici in maniera da adattare la terapia contro l’asma all’evolversi della malattia.

     Conclusioni

La gravidanza e la menopausa sono particolari momenti della vita della donna che richiedono maggiore attenzione dal punto di vista medico, sociale, umano e psicologico. La donna asmatica può vivere normalmente questi periodi se il medico la aiuta fornendole le dovute spiegazioni, eliminando paure o ansie spesso ingiustificate. Condizioni indispensabile per riuscire è avere un buon contatto con il proprio medico (medico di famiglia, ginecologo e specialista pneumologo) e seguire con attenzione le prescrizioni e raccomandazioni ricevute. Avere una buona comunicazione con il medico significa anche esprimere i propri dubbi o le eventuali preoccupazioni dei familiari e chiedere chiarimenti e spiegazioni, in particolare sull’assunzione dei farmaci.

torna all'indice#

ASMA E LAVORO

La problematica "Asma e lavoro" è quanto mai vasta e complessa. In questo contesto rientra in particolare l'asma professionale, cioè quella forma d'asma dovuta ad agenti specifici presenti solo nell'ambiente di lavoro. In questo fascicolo si forniscono informazioni sulla diagnosi, la terapia e la prevenzione dell'asma professionale. E' importante tuttavia sottolineare che per il paziente asmatico la sua condizione di malato cronico costituisce un'ulteriore fonte di incertezza e preoccupazione per lo svolgimento del suo lavoro o attività professionale.

     Relazione tra asma e lavoro

Per i giovani asmatici e le loro famiglie l'asma può essere vissuto come un ostacolo nella ricerca di un lavoro o di primo impiego, oggi già tanto difficile. Deve essere pertanto chiaramente affermato all'attenzione del lavoratore asmatico, ma anche all'attenzione del datore di lavoro, che chi ha l'asma può, nella maggior parte dei casi, svolgere la sua attività professionale senza assenze e particolari difficoltà semprechè segua con regolarità ed attenzione le cure prescritte dal medico e le sue raccomandazioni. In molte persone, che sono già asmatiche, l'asma può peggiorare nell'ambiente di lavoro per l'esposizione a fattori scatenanti (ad esempio: sforzo fisico, infezioni). In tal caso la miglior cosa da fare, se è possibile, è evitare tali fattori scatenanti cambiando mansioni lavorative. Occorre comunque parlarne con il medico che potrà adattare il trattamento in corso. Non va tuttavia sottovalutato che un asma non diagnosticato a tempo e non curato adeguatamente può comportare complicazioni e risultare invalidante.

     Asma professionale

Agenti specifici presenti solo nell'ambiente di lavoro possono provocare l'asma di un individuo. Se prima il lavoratore non era affetto da asma, allora si può parlare di "asma professionale". Questa è probabilmente la patologia polmonare professionale più frequente al mondo.

     Quali mansioni lavorative sono potenzialmente a rischio?

Molti settori industriali sono potenzialmente pericolosi per il lavoratore (prodotti chimici, plastici, elettronici e farmaceutici sono alcuni esempi). Anche gli artigiani possono sviluppare asma professionale (in particolare panettieri, pasticcieri, falegnami, verniciatori).

     Come si può riconoscere l'asma professionale?

Se pensate che una sostanza nell'ambiente di lavoro sia la causa della vostra malattia, prestate attenzione ai seguenti segnali:
- L'asma peggiora durante la settimana lavorativa ma non necessariamente quando vi
  trovate sul posto di lavoro. Anzi, spesso i sintomi della malattia si verificano o peggiorano
  dopo il lavoro e a volte disturbano il sonno.
- L'asma migliora quando non siete al lavoro (ci vogliono spesso molti giorni prima di notare
  un miglioramento).

     Come si cura l'asma professionale?

La cura più efficace è rappresentata dall'allontanamento definitivo dall'agente specifico, cambiando tipo di lavoro o mansione lavorativa. Qualora, per scelte individuali, o per mancanza di alternative, questo non sia possibile, occorre usare i farmaci raccomandati per il trattamento dell'asma non professionale. (Vedi Il primo passo: conoscere la malattia).

     Come si può prevenire l'asma professionale?

E' estremamente difficile rispondere a questa domanda. Esistono regole generali che possono essere applicate nel luogo di lavoro però in pratica ogni situazione individuale deve essere esaminata accuratamente dal medico. Spesso le misure di prevenzione generali non sono sufficienti.

     L'asma professionale può essere indennizzato?

Qualora venga diagnosticato un asma professionale, se si lavora in un'industria, spetta al lavoratore informare della malattia il proprio datore di lavoro, che dovrà provvedere alla denuncia all'Istituto Assicuratore (INAIL); nel settore agricolo e artigiano, invece il lavoratore è esente da ogni compito in quanto spetta al medico che ha formulato la diagnosi redigere direttamente all'Istituto Assicuratore il certificato-denuncia. La legislazione italiana attuale sancisce l'indennizzo dell'asma professionale causato da alcune sostanze elencate in tabelle specifiche (v.DPR n.336, 13 aprile 1994 "Regolamento recante le nuove tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura"); l'asma professionale causato da altri agenti non citati nelle tabelle suddette può essere indennizzato, ma con un processo non diretto e più difficoltoso che implica la dimostrazione da parte del lavoratore della causa professionale della sua malattia.

     Conclusione

L'asma professionale presenta notevoli implicazioni per il lavoratore coinvolto, non solo dal punto di vista clinico, ma anche negli aspetti economici e della qualità di vita con conseguenze riflesso anche sui costi sanitari della comunità, facendo così di questa patologia una malattia sociale.

torna all'indice#

ASMA E SPORT

Fare movimento, ginnastica o sport è una delle principali raccomandazioni che concernono l'adozione di sana e corretti stili di vita nella nostra società moderna. Si tratta di incitamenti validi oggi per tutti, anche per chi ha l'asma, che, se la malattia è tenuta sotto controllo può svolgere qualsiasi attività, purchè questa corrisponda alle capacità ed inclinazioni individuali.

     Chi ha l'asma può fare sport con opportuni accorgimenti

Chi ha l'asma spesso è riluttante a fare sport, cioè cerca di limitare la sue attività sia perchè teme i sintomi, sia perchè teme le condizioni in cui lo sport si svolge (per esempio caldo - umido delle piscine) possano aggravare la malattia o scatenare una crisi. Questi timori non sono infondati, ma occorre sapere che attualmente esistono possibilità farmacologiche ed accorgimenti che consentono di superarli appieno. Le nuove possibilità di trattamento della malattia infatti permettono di vincere ogni paura, sfatare credenze e luoghi comuni che, soprattutto per i più giovani, potevano essere fonte di disagio ed emarginazione.

     Asma da sforzo

Per molti asmatici (in particolare bambini e giovani) l'esercizio fisico è un fattore scatenante crisi asmatiche e si parla in questo caso di asma da sforzo (vedi Asma e fattori scatenanti). In altri casi invece il broncospamo che compare durante esercizio si risolve spontaneamente o farmacologicamnte e rimane l’unica manifestazione asmatica. In questo caso si parla di broncospamo da esercizio fisico.
Le crisi asmatiche possono verificarsi a seguito di uno sforzo fisico di discreta intensità durante una qualsiasi attività quotidiana oppure una attività sportive (sport dilettantistico o agonistico). L'asma da sforzo non comporta l'abbandono dell'attività sportiva. Al contrario, gli asmatici possono praticare tutti gli sport perchè l'asma può essere curato efficacemente: molte medaglie olimpiche sono state vinte da persone asmatiche in varie discipline. Salvatore Antibo, N°1 al mondo nei 10.000 metri, è riuscito ad essere un grandissimo campione, nonostante l'asma.

     Perchè l'attività fisica può scatenare una crisi asmatica?

Le vie aeree degli asmatici sono infiammate e reagiscono ai fattori scatenanti con una ostruzione del loro lume. L’aumento della frequenza respiratoria, durante attività fisica, provoca una perdita notevole di calore e di umidità nei bronchi infiammati che reagiscono riducendo il lume e quindi aumentando la resistenza dell’aria. Quando i sintomi dell'asma (tosse, respiro sibilante, senso di ostruzione toracica o difficoltà di respiro) compaiono o peggiorano durante l'attività fisica questi vengono definiti asma da sforzo. La presenza di asma da sforzo è un indice inadeguato controllo della malattia.

     Come si può riconoscere l'asma da sforzo?

E' difficile distinguere tra normale difficoltà di respiro dopo l'attività fisica e asma da sforzo perchè anche in una persona normale il respiro si fa sempre più veloce e difficoltoso dopo un'energica attività fisica, comprese le attività quotidiane e domestiche. Comunque, se sotto sforzo si lamentano respiro sibilante, tosse e senso di costrizione toracica, è opportuno chiedere al proprio medico se questi siano causati dall'asma. L'asma da sforzo colpisce sia gli adulti sia i bambini: in alcuni casi anche quando il paziente sta seguendo un adeguato schema terapeutico. In alcuni pazienti, se non si effettua una adeguata premedicazione, la comparsa dei sintomi dopo l'attività fisica rappresenta l'unica manifestazione d'asma.

     Come prevenire l'asma da sforzo?

I sintomi asmatici possono essere evitati solo con trattamenti farmacologici appropriati.
Ci sono due tipi di farmaci:
I farmaci antiasmatici di fondo sono quelli che vanno presi per evitare l'insorgenza dei sintomi asmatici.
I farmaci antiasmatici sintomatici sono quelli che ci aiutano a risolvere i disturbi del respiro quando questi si verificano.
La maggior parte dei pazienti assume normalmente tutti e due i tipi di farmaci.
Chi ha l'asma deve conoscere bene i farmaci che deve assumere (quali, a cosa servono, quando e come assumerli) e, soprattutto, deve sapere quali farmaci usare in caso di emergenza o di crisi (broncodilatatori a rapida azione).
In alcuni casi di asma da sforzo può essere necessaria anche una premedicazione, cioè che ha l'asma deve prendere un farmaco antiasmatico prescritto dal medico prima dell'attività fisica.

     Premedicazione dell'asma da sforzo

I farmaci beta2-agonisti a breve durata di azione sono la terapia di scelta per prevenire/trattare l'asma da sforzo. Vanno assunti circa 15-30 minuti prima dello sforzo . La durata della loro protezione è oltre 2 ore.
I farmaci beta2-agonisti inalatori a lunga durata d'azione hanno una maggiore durata d'azione (fino a dodici ore), ma iniziano ad agire dopo 30 minuti. Anch'essi da qualche anno sono stati ammessi dal Comitato Olimpico Internazionale perchè non più considerati "dopanti".
In alternativa ai beta2-agonisti possono essere usati i cromoni, anche se sono meno efficaci.

     Quali sport praticare

Chi ha l'asma può praticare la maggior parte degli sport, a livello dilettantistico o agonistico: il criterio di scelta deve comunque rispettare l'inclinazione personale. Quello che conta è che l'asmatico possa impegnarsi nel suo sport preferito.
Nel corso dello svolgimento di un'attività sportiva, deve essere sempre possibile l'interruzione dello sforzo ed un soccorso adeguato e pronto.

     Sport da evitare

Non sono indicati solo gli sport che comportano rischi nel caso di interruzione o di malessere improvviso e quelli che si svolgono in ambienti o in condizioni estreme (deltaplani, paracadutismo, alpinismo d’alta quota, sport motoristici e sport subacquei).

     Limitazioni dell’attività sportiva

Le limitazioni dell’attività sportiva sono legate solo alla gravità dell’asma in quel momento e fanno parte della valutazione all’idoneità sportiva da parte del medico. Lo sport non è possibile solo in caso di asma grave persistente e durante le crisi asmatiche.

     Per vincere l’asma da sforzo

- E’ bene parlare con il medico delle proprie preferenze e scegliere in modo consapevole
  l’attività sportiva da svolgere.
- Seguire attentamente il trattamento antiasmatico prescritto dal medico (piano terapeutico).
- Se non è sufficiente, in accordo con il medico, seguire una premedicazione specifica.
- Occorre sottoporsi al controllo medico specialistico periodico e misurare attentamente
  e regolarmente il PEF.

torna all'indice#

ASMA E LA VACANZA

Molte persone che soffrono di asma evitano di andare in vacanza o di partire per un viaggio pensando che la loro malattia costituisca un limite importante in questo campo. Invece, anche chi ha l’asma grave purchè controllato può viaggiare e approfittare dei periodi delle vacanze come tutti. Occorre seguire delle precauzioni, prendere regolarmente i farmaci anti asmatici, nonchè richiedere il parere del proprio medico per verificare che cosa effettivamente si può fare. L’asma è una malattia cronica, che richiede cure regolari e continue, ed è quindi indispensabile seguire degli accorgimenti per essere sicuri di passare delle ferie normali, senza brutte sorprese.

     Chi ha l’asma dove può andare in vacanza?

Scegliere il luogo dove passare le vacanze è sempre abbastanza difficile, perchè si deve tener conto di tanti fattori: il periodo e la durata delle ferie, i mezzi a disposizione, i gusti di ogni componente della famiglia, l’eventuale disponibilità di una seconda casa, ecc. Le difficoltà crescono quando nella famiglia c’è una persona asmatica, in particolare se si tratta di un bambino. L’esperienza di una crisi asmatica durante le ferie, con conseguente ricovero, è frequente, perchè a volte durante le vacanze si tende ad abbassare la guardia, ad essere cioè medico, oppure perchè si può venire in contatto con un fattore scatenante. Gli asmatici allergici agli acari spesso migliorano se passano le ferie in montagna, al di sopra dei 1500/1800 metri, dato che a questa altitudine non vi sono acari. Gli asmatici allergici ai pollini dovrebbero evitare di recarsi in ferie nelle zone e nei periodi dell’anno particolarmente a rischio. Occorre chiedere al medico consigli su come informarsi sul periodo di pollinazione della pianta a cui si è allergici e non farsi trovare impreparati ai primi sintomi della malattia.

     Quali precauzioni prima di andare in vacanza deve seguire l’asmatico?

Per tutti, ma soprattutto per coloro che soffrono di asma grave, è bene chiedere il nome e l’indirizzo di un medico del luogo che potrebbe intervenire in caso di aggravamento o di crisi, ed informarsi su dove si trova l’ospedele più vicino e quale è il suo numero di telefono. Prima di partire per un viaggio, l’asmatico deve assicurarsi di avere con sè:
- la tessera sanitaria
- una sintesi della propria storia clinica rilasciata dal proprio medico curante, comprese
  notizie su eventuali allergie o intolleranze a farmaci (vedi Asma e fattori scatenanti)
- il proprio piano terapeutico, con le indicazioni su cosa fare ogni giorno in caso di
  aggravamento dei sintomi in caso di emergenza (vedi Il primo passo: conoscere
  la malattia
)
- la lista delle medicine che si devono prendere e come si devono prendere
- la riserva delle medicine di cui si ha bisogno (calcolare qualcosa in più per gli imprevisti)
- il misuratore del picco di flusso espiratorio ed il diario del respiro (vedi Misura del respiro).
Per l’estero occorre avere anche il modello E11, che si richiede alla propria Unità Sanitaria Locale (USL). Inoltre occorre scrivere accanto al nome delle medicine che si prendono anche quello del principio attivo, dato che non tutte le medicine hanno lo stesso nome, la stessa composizione o la stessa presentazione nei vari paesi. Infine sarebbe bene avere le indicazioni scritte sul da farsi in caso di emergenza tradotte anche in inglese. In caso di ricovero ospedaliero, in molti paesi all’estero viene richiesto un deposito di moneta, o comunque una carta di credito. In paesi con un sistema sanitario come gli Stati Uniti, è bene non recarsi se non con idonea copertura assicurativa.

    Quale mezzo di trasporto usare

L’auto non presenta inconvenienti, eccetto per gli asmatici allergici ai pollini che possono travarsi ad attraversare zone particolari rischiose. Per il treno, le precauzioni concernono solo coloro che sono allergici agli acari, che possono essere numerosi in taluni scompartimenti. Per i viaggi in aereo, si deve sottolineare che le zone “fumatori” sono sconsigliate, ma per fortuna si allarga sempre di più il divieto di fumare per tutti nei voli nazionali ed anche intyernazionali. A questo proposito è bene ricordare che l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile ICAO, ha adottato una risoluzione (A29-15) che proibisce il fumo di tabacco nei voli internazionali dal 1° luglio 1996. In ogni caso è bene informarsi al momento della prenotazione e richiedere, fin dal momento dell’acquisto del biglietto, l’assegnazione di un posto non fumatori. Va ricordato che gli ambienti confinati (ad es.: treno e aeroplano) facilitano la trasmissione di infezioni respiratorie che sono uno dei principali fattori scatenanti crisi asmatiche (vedi Asma e fattori scatenanti).

     Scelta dell’albergo

Va ricordato che in alcuni asmatici la camera d’albergo può essere fonte di peggioramento dell’asma. E’ causa al primo posto la polvere domestica. Tra i problemi incontrati dagli asmatici vi è anche il persistere del fumo di sigaretta nelle stanze da letto, ed è sempre più alta la richiesta di stanze (o interi piani) riservati ai non fumatori.

     Asma e sport

Chi ha l’asma può svolgere ogni attività tenendo conto che sono da evitare solo gli sport che comportano rischio nel caso di interruzione o di malessere improvviso e quelli che si svolgono in ambienti o in condizioni estreme ( deltaplano, paracadutismo, alpinismo d’alta quota, sport motoristici e sport subaquei). Spesso le vacanze costituiscono il momento dell’anno durante il quale si ha maggiore tempo per dedicarsi ai propri passatempi preferiti ed in particolare allo sport. Poichè molti italiani preferiscono le vacanze al mare, spesso è il momento delle immersioni subaquee. Purtroppo questa è una delle pochissime attività alle quali un asmatico, anche se in perfetto controllo, deve rinunciare dato che può causare una crisi asmatica non controllabile nell’ambiente subaqueo.
Chi ha l’asma deve fare una vita il più possibile normale e quindi deve poter scegliere tranquillamente dove andare in villeggiatura o in vacanza.

torna all'indice#
  Allergie

ALLERGIE RESPIRATORIE

     Rinite allergica

La rinite allergica non è contagiosa e non è quasi mai accompagnata da tosse.
E’ caratterizzata da starnuti e prurito a livello del naso, che spesso cola ed è chiuso. Può essere intermittente, quando si presenta in particolari periodi dell’anno (per esempio a causa dei pollini), o persistente,quando si manifesta tutto l’anno (per es. a causa degli acari o per la presenza di un animale domestico).
Caratteristico dei bambini con rinite allergica è il gesto di strofinarsi il naso con la mano con un movimento dal basso verso l’alto.

     Congiuntivite allergica

Si può spesso associare alla rinite allergica o all’asma. In questi casi gli occhi sono arrossati e lacrimano, il bambino si stropiccia in continuazione gli occhi e non sopporta la luce.

torna all'indice#

ALLERGIE CUTANEE

Le allergie cutanee più frequenti sono la dermatitee l’orticaria.
La dermatite può essere di due tipi:

Dermatite da contatto
Compare solo sulla parte del corpo che viene a contatto con la sostanza non tollerata (per es. dermatite da nichel).
Dermatite atopica
Colpisce soprattutto il bambino piccolo e si localizza generalmente alle guance,piega del gomito,parte interna del polso e del ginocchio. Non è una malattia contagiosa. Talora la pelle presenta vescicole, croste, diventa rossa, sudata o secca e si desquama. Inoltre, il prurito è in genere molto forte, il bambino si gratta e ciò può causare lesioni cutanee persistenti. Questi bambini sono frequentemente irritabili ed hanno tendenza ad isolarsi, anche perché il loro aspetto spesso non è accettato dagli altri.
Orticaria
È un’infiammazione della cute che assomiglia, come dice il nome, alla reazione che ha la pelle quando ci si punge con le ortiche. La cute diventa edematosa (gonfia) e brucia, è calda, pizzica e la superficie delle lesioni, intensamente pruriginose, ricorda le punture di zanzare (pomfi).
Angioedema
È un gonfiore che interessa gli strati profondi della cute o delle mucose visibili, specialmente a livello del viso. Può risultare pericoloso quando raggiunge la gola e nei casi più gravi può provocare difficoltà respiratorie.

torna all'indice#

ALLERGIE ALIMENTARI

La sintomatologia provocata dall’allergia o intolleranza alimentare è molto varia e può riguardare l’apparato respiratorio (asma e rinite), la cute (orticaria e dermatite), l’apparato gastroenterico, fino a reazioni generalizzate sistemiche e a shock anafilattico.

L’incidenza delle allergie ed intolleranze alimentari è in continuo aumento. I principali alimenti che causano allergie sono latte, uovo, arachidi, pesce, grano e soia.

Gli alimenti o i prodotti che causano le reazioni vanno eliminati dalla dieta. Il bambino può essere esposto ad allergie alimentari non solo in mensa,ma anche durante le esercitazioni pratiche in cui si utilizzano gli alimenti o durante l’intervallo in cui ci potrebbe essere scambio di alimenti tra i bambini.

La lista scritta degli alimenti potenzialmente pericolosi deve essere portata a conoscenza degli insegnanti, del personale scolastico e del personale della mensa, che devono tutti essere correttamente informati delle conseguenze anche gravi dell’uso di un minimo ingrediente nocivo e delle eventuali possibili contaminazioni.

E’ infatti indispensabile evitare anche il minimo contatto con i fattori allergizzanti conosciuti. Deve sempre essere possibile determinare la composizione degli alimenti preparati dalle mense e di quelli messi a disposizione dai distributori automatici. Qualsiasi prodotto che non riporti la denominazione esatta di tutti i componenti deve essere scartato.

torna all'indice#

ALLERGIE ALLE PUNTURE DI IMENOTTERI

Le più frequenti sono quelle provocate dalle vespe, dalle api o dai calabroni. Possono indurre reazioni pericolose e talvolta perfino mortali.
In un bambino sensibilizzato al veleno di imenotteri, in caso di puntura, è necessario intervenire immediatamente seguendo alla lettera le prescrizioni del medico curante.

Campanelli d’allarme e sintomi
L’asma nei bambini si manifesta con episodi (crisi) di mancanza di respiro e tosse accompagnati da sibili o fischi che provengono dal torace. Durante l’attacco d’asma il bambino è inquieto, avverte a volte un senso di costrizione toracica che può rendere la respirazione molto difficoltosa, si sente soffocare, ha l’impressione che gli manchi l’aria ed in genere è spaventato.

Tosse
Talora l’asma può manifestarsi anche solo con una tosse stizzosa e persistente che può infastidire tutta la classe.
Molto spesso il bambino sente il bisogno di espettorare. La tosse e l’espettorato dei soggetti asmatici non sono contagiosi.

Gli insegnanti, ed in particolare gli insegnanti di educazione fisica, possono aiutare ad individuare i casi di asma da sforzo non diagnosticata segnalando i bambini che, dopo l’attività fisica, hanno tosse intensa e/o respiro sibilante.

Prurito, rossore cutaneo,pelle secca o gonfia
Sono tutti possibili segni di allergie da tenere in considerazione.

Assenze
Discutere con i genitori i motivi per cui il bambino asmatico fa lunghe o ripetute assenze per disturbi respiratori. Questo è un indice che la malattia non è sotto controllo.

Rendimento
I problemi che principalmente incidono sul rendimento scolastico del bambino asmatico e allergico sono la conseguenza di:
a) assenze, soprattutto nei periodi invernali che coincidono con quelli di maggiore attività
    scolastica, a causa di riacutizzazioni,
b) sonno disturbato a causa dei sintomi notturni,
c) presenza di sintomi in classe (per esempio tosse)
d) crisi asmatica e frequenza delle crisi, anche a scuola
e) effetti collaterali dei farmaci.

Il bambino, molto spesso, durante le ore di scuola a causa della malattia può apparire insofferente, distratto, svogliato, cronicamente stanco.
Questa apparente mancanza di interesse per lo studio deve essere correttamente valutata, dato che può significare che la malattia non è sotto controllo e necessita di un eventuale intervento medico. Il bambino in queste condizioni deve ricevere il necessario sostegno pedagogico affinché la malattia non interferisca con il suo normale apprendimento.

torna all'indice#

ASMA E ALLERGIE A SCUOLA

Il bambino asmatico e/o allergico deve avere la possibilità di essere inserito in tutte le attività ed essere aiutato ad accettare la malattia come una condizione di vita normale. Fondamentale è il ruolo degli insegnanti ad educare il gruppo classe a non isolare il compagno che ha l’asma o altre forme cliniche su base allergica.

1. I genitori devono informare se il proprio figlio è affetto da asma o da altre manifestazioni cliniche su base allergica, fornendo un rapporto medico con un pro-memoria che riporti i nomi dei farmaci e degli alimenti a cui il bambino è allergico,nonché una copia sempre aggiornata delle prescrizioni e raccomandazioni fissate dal medico curante e,in particolare,delle istruzioni da seguire in caso di crisi asmatica o reazione allergica.

2. I farmaci antiasmatici devono essere sempre a disposizione del bambino. Anche il più piccolo ritardo nell’assunzione del farmaco può essere pericoloso.

3. L’assunzione dei farmaci antiasmatici, specialmente prima dell’attività fisica, deve essere consentita. Alcuni bambini si vergognano di prendere i farmaci antiasmatici per via inalatoria di fronte ai compagni e vanno aiutati a superare questo problema.

4. E’ bene ricordare all’alunno di portare con sé i suoi farmaci durante le gite scolastiche.

5. Il regime alimentare previsto deve essere rispettato rigorosamente. Con l’aiuto dei genitori, si possono seguire accorgimenti per far partecipare la classe, per esempio si può organizzare una merenda, un pic-nic, una festa, ecc. servendo esclusivamente i cibi consentiti al bambino allergico.

6. Evitare di esporre il bambino allergico ad allergeni od irritanti adottando misure appropriate.

7. L’insegnante di educazione fisica deve incoraggiare il bambino asmatico a partecipare all’attività sportiva, ad assumere il farmaco adatto prima dell’inizio dell’attività fisica ed a portarlo con sé durante la lezione. Se tuttavia durante lo sport il bambino lamenta disturbi respiratori non deve essere obbligato a continuare ed il problema va segnalato ai genitori e al medico.

8. Per l’alunno allergico ai pollini si raccomanda di conoscere i periodi dell’anno “a rischio” (calendario pollinico). In questi periodi il bambino deve poter restare all’interno della scuola, evitare di giocare all’aperto e, su parere del medico curante, potrà essere esonerato dal praticare l’educazione fisica all’aria aperta.

Che cosa fare in caso di comparsa di sintomi in bambini con patologie su base allergica a scuola.

Le patologie su base allergica si possono manifestare con sintomi d’organo o nei casi più gravi in forma generalizzata come lo shock anafilattico. In questi casi è necessario seguire immediatamente le prescrizioni e le raccomandazioni indicate dal medico curante nel piano terapeutico del bambino e trasportarlo al pronto soccorso ogni volta si presentino gravi sintomi generali.

     Qualità dell’aria a scuola

La qualità dell’aria nelle scuole è importante perché riguarda un gran numero di persone (studenti, insegnanti e personale non docente). L’inquinamento può essere elevato e causare conseguenze nocive per tutti, in particolar modo per i bambini e i ragazzi affetti da asma,allergia o ipersensibilità,e per gli immunodepressi. Un ambiente scolastico deve essere sano,cioè tale da favorire il benessere psico-fisico. Non deve indurre malessere, disagi o malattie, né aggravare o peggiorare sintomi preesistenti. Si deve sottolineare che un ambiente adatto ai bambini asmatici ed allergici è sano per tutti.

Conseguenze della cattiva qualità dell’aria a scuola
In funzione degli inquinanti, i principali effetti sulla salute sono i seguenti:
- Insorgenza di malessere, cefalea, sintomi irritativi (oculari, nasali, delle prime vie aeree
  e a carico della gola), disagio sensoriale (cattivi odori).
- Diffusione di malattie infettive (influenza,varicella, morbillo,legionellosi,ecc.).
- Alterazione della funzionalità respiratoria.
- Peggioramento della salute, soprattutto di condizioni respiratorie preesistenti
  e di alattie allergiche in soggetti sensibilizzati (asma).

A ciò si aggiunge la riduzione del rendimento scolastico e della produttività per il personale insegnante.

torna all'indice#

RACCOMANDAZIONI PER UNA SANA QUALITA' DELL'ARIA

     Eliminare il fumo di tabacco

Il fumo passivo rappresenta uno dei principali fattori in grado di scatenare sintomi di asma. I bambini asmatici esposti al fumo presentano ridotti livelli di funzionalità polmonare, maggiore necessità di farmaci antiasmatici ed un elevato assenteismo scolastico.

     Eliminare le muffe

Le muffe sono funghi microscopici che durante la crescita producono particelle di forma sferica di piccole dimensioni (spore) che si disperdono nell’aria principalmente in estate e in autunno. Negli ambienti interni si sviluppano soprattutto in condizioni di elevata umidità, su pareti e pavimenti umidi, nei sistemi di condizionamento d’aria, negli umidificatori,sul terriccio,su foglie di piante ornamentali,ecc.
Le cause di umidità o favorenti lo sviluppo di muffe devono essere identificate ed eliminate.

     Eliminare le fonti di allergeni e/o ridurne le concentrazioni

I principali allergeni aerodispersi presenti in ambiente scolastico sono quelli derivati da acari e da animali domestici. Possono essere anche presenti allergeni derivati da funghi e muffe, pollini (all’ambiente esterno) e allergeni derivati da talune attività didattiche (piante ornamentali, ecc).
La possibilità della presenza di derivati di animali domestici come gatto e cane nella scuola, anche in assenza degli animali stessi, è stata dimostrata dato che gli allergeni vengono trasportati dall’ambiente domestico tramite gli abiti dei bambini,sui quali si depositano gli allergeni.

     Provvedimenti di carattere generale

- Mantenere adeguata ventilazione
- Mantenere umidità relativa < 50% e temperatura < 22°C
- Asportare quotidianamente la polvere dalle superfici (pavimenti, banchi, cattedre,ecc.) con
  panni umidi
- Aspirare regolarmente ogni settimana con aspirapolvere dotati di filtri ad alta efficienza
  e di documentata efficacia
- Nelle aule eliminare le moquette. Negli ambienti, come le palestre, ove moquette e tappeti
  possono essere necessari, associare trattamenti a vapore all’aspirazione
  a secco con aspirapolvere dotati di filtri ad alta efficienza e di documentata efficacia.
  Nelle auleevitare l’accumulo di libri e giornali su cui possono proliferare muffe e acari
- Evitare armadietti nelle aule e in particolare l’accumulo al loro interno di ogni oggetto che
  possa costituire sorgente di umidità

     Provvedimenti specifici

- Negli ambienti scolastici ove vi è la possibilità che i bambini dormano, ad esempio nelle
  scuole materne per il riposino pomeridiano, ricoprire materassi e cuscini con fodere
  di tessuto antiacaro e lavare frequentemente lenzuola, copricuscini e coprimaterassi,
  e coperte a temperatura superiore a 60°

- Richiedere a insegnanti e studenti di non recarsi a scuola con gli stessi abiti con cui hanno
  avuto contatto con gatti al loro domicilio

- Assicurare pulizia e manutenzione adeguate Una pulizia appropriata degli ambienti
  scolastici (aule, sale comuni, corridoi, spogliatoi, bagni, mense, ripostigli, ecc.)
  è importante sia per i bambini sia per il personale scolastico.

     Di conseguenza, è indispensabile:

- Stilare regolamenti chiari sulle pulizie e sulle manutenzioni da effettuare ogni giorno o ad
  intervalli periodici (ogni settimana, ogni mese, ecc.)
- Scegliere metodi e prodotti tenendo conto delle esigenze dei bambini ipersensibili
- Effettuare la pulizia della scuola in assenza dei bambini
- I prodotti utilizzati per le pulizie non devono emettere odori forti e dopo le pulizie
  è opportuno risciacquare bene e arieggiare gli ambienti.

Infine, è indispensabile un adeguato controllo della manutenzione degli impianti per assicurare una sufficiente temperatura e ricambio d'aria in classe, nonché un monitoraggio periodico e regolare degli indicatori di qualità dell'aria.

In conclusione, è molto importante che, nel quadro degli interventi per la sicurezza e la protezione della salute,siano seguite le raccomandazioni per l’adeguamento delle condizioni ambientali alle esigenze specifiche dei bambini asmatici e allergici. Alcuni di questi interventi sono di tipo tecnico e strutturale ed esulano dai compiti degli insegnanti e degli operatori scolastici.
Ma molti miglioramenti possono essere ottenuti modificando il comportamento individuale e prestando una maggiore attenzione al rispetto del respiro sano per tutti.

torna all'indice#

I NUMERI DELL'ALLERGIA

Una recente indagine europea ha evidenziato che un cittadino su quattro è affetto da allergie, cioè 80 milioni di persone in Europa. In Italia, si stima che ci siano circa 10 milioni di persone con allergia (anche se non si considera l'Asma), pari a più del 20% della popolazione. Le allergie costituiscono la terza causa di malattia cronica dopo osteoporosi/artrite e l'ipertensione (Fonte: ISTAT). L'aumento di prevalenza delle Patologie Allergiche in tutti i paesi industrializzati costituisce un vero e proprio problema sanitario che riguarda diverse fasce di età, ma in particolare appare rilevante nei bambini e negli adolescenti per i quali sembrano essere particolarmente importanti le condizioni ambientali dei primi anni di vita, l'influenza delle abitudini igieniche e del declino delle infezioni sarebbero cruciali per l'orientamento del sistema immunitario verso una risposta di tipo allergico. Negli ultimi venti anni indagini cliniche e di laboratorio hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra le varie forme di malattie allergiche è emerso ad esempio che un'alta percentuale di bambini con Allergia Alimentare presentano una tendenza superiore a sviluppare una sensibilizzazione verso allergeni inalanti e a sviluppare Allergie Respiratorie.
• Il 40% dei neonati e dei bambini con Dermatite Atopica di grado moderato-severo soffrono
  di Allergia Alimentare.
• Circa il 50% dei bambini con Dermatite Atopica nella prima infanzia e con entrambi i genitori
  affetti da malattie atopiche sviluppano Asma all'età di 5 anni.
• Oltre il 40% dei pazienti affetti da allergie ai pollini (pollinosi) è positivo ad uno o più
  allergeni alimentari.
• Circa il 10% dei pazienti con Dermatite Atopica sviluppa Congiuntivite Atopica.
• Il 33-56% dei pazienti con Rinite Allergica presenta sintomi di Congiuntivite Allergica.
• Circa il 40% dei pazienti con Rinite Allergica presenta un'Asma clinica.

torna all'indice#

PATALOGIE ALLERGICHE RESPIRATORIE

L'Asma è una malattia cronica dei bronchi causata da una loro infiammazione che provoca mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione toracica. L'asma può essere indotta da allergeni, oppure da altri fattori. Per maggiori dettagli si rimanda al capitolo specifico sull'asma.
La Rinite Allergica colpisce il 25-35% della popolazione, è una malattia infiammatoria nasale provocata da una reazione IgE-mediata conseguente all'esposizione ad allergeni delle membrane mucose nasali. E' caratterizzata da starnuti, prurito a livello del naso, che spesso cola ed è chiuso. Talora si può associare a mal di testa. La Rinite Allergica può essere intermittente, ad esempio se dovuta a pollini, o persistente, quando si manifesta tutto l'anno, ad esempio a causa degli acari o alla presenza di un animale domestico.
La Congiuntivite Allergica colpisce il 5-22% della popolazione ed è la più comune allergia oculare. E' caratterizzata da sintomi tipici quali prurito, lacrimazione profusa, secrezioni vischiose o filamentose e arrossamento, edema periorbitale e da episodi ricorrenti/intermittenti/persistenti. I sintomi possono variare in funzione della quantità di allergeni (Fonte: ARIA - Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma).

torna all'indice#

PATALOGIE ALLERGICHE DERMATOLOGICHE

La Dermatite Atopica (DA o eczema atopico) risulta essere una malattia estremamente diffusa in età pediatrica. La DA è una sindrome eczematosa cutanea pruriginosa a decorso cronico-recidivante. Recenti studi evidenziano come l'incidenza dell'eczema atopico è massima nei primi anni di vita: il 60% dei pazienti presenta il primo episodio clinicamente manifesto nei primi 2 anni ed il 75% nei primi 5 anni di vita. In un recente studio epidemiologico condotto in Italia dalla AIEA - Associazione Italiana Eczema Atopico esperti dermatologi hanno esaminato un campione causale di bambini di 9 anni in età scolare provenienti da 7 città italiane. Dei 1369 bambini esaminati, 88 avevano sviluppato DA, con una stima puntuale della prevalenza del 5,8% nella popolazione di riferimento. La prevalenza riportata nel corso della vita era del 15,2%. I risultati ottenuti da questa indagine indicano che la situazione italiana é equiparabile a quella di altri paesi industrializzati.
La Dermatite Atopica da Contatto (DAC) è una patologia molto diffusa nella popolazione, (il 15% delle donne adulte manifesta DAC da metalli) e rappresenta una delle più frequenti malattie professionali. La DAC si manifesta al suo insorgere (forma acuta) con prurito, edema, eritema e con la comparsa di piccole vescicole, la cui rottura, spontanea o provocata da grattamento genera lesioni crostose. Generalmente le manifestazioni cutanee sono limitate alla sede di contatto degli allergeni ma a seguito del mancato allontanamento dall'agente responsabile, è possibile la diffusione, nei casi più gravi, alla quasi totalità della superficie cutanea. Un fenomeno del tutto recente è quello dell'aumento delle riacutizzazioni dei sintomi di DAC da nichel.
L'Orticaria rappresenta una forma di risposta infiammatoria attivata da cute e mucose verso svariati stimoli, è caratterizzata dalla presenza di "ponfi", lesioni rilevate,circoscritte e di colore rosso-roseo, pruriginose e fugaci. I pochi dati epidemiologici comprendono in genere tutte le varianti di Orticaria (Orticaria Atopica, da Contatto,da Alimenti, da Agenti fisico/ambientali quali ad esempio il caldo e il freddo). Si ritiene che approssimativamente il 15-20% della popolazione generale possa presentare almeno un episodio di orticaria nell'arco della propria vita (Fonte: AIEA).
L'Angioedema è un gonfiore che interessa gli strati profondi della cute o delle mucose visibili, specialmente a livello del viso. L'aspetto esteriore di tali bambini colpisce immediatamente in quanto la tumefazione generalizzata del viso può determinare la chiusura o quasi delle palpebre e/o l'aumento di volume delle labbra. Può risultare pericoloso quando raggiunge la gola e nei casi più gravi può provocare difficoltà respiratorie.

torna all'indice#

REAZIONI ALLERGICHE

     Reazioni Avverse agli Alimenti (RAA)

Mentre la percezione di una patologia correlata all'ingestione di cibo interessa più del 20% della popolazione la prevalenza di Allergia Alimentare si aggira intorno all' 8% nei bambini sotto i tre anni di vita e al 2-6% della popolazione adulta. L'immaturità del sistema immunitario e dei processi digestivi può rendere ragione del fatto che la maggioranza degli episodi di allergia alimentare avviene in età pediatrica. Tutte le situazioni in grado di provocare un danno alla mucosa intestinale sono da considerare delle condizioni favorenti la sensibilizzazione e la reazione allergica. Le reazioni allergiche agli alimenti IgE-mediate hanno generalmente un esordio acuto e possono interessare diversi organi e apparati, la forma estrema di reazione allergica è lo shok anafilattico, quelle ad andamento subacuto o cronico interessano con maggiore prevalenza la cute (Dermatite Atopica) e l'apparato gastrointestinale. Particolare attenzione deve essere posta a soggetti con pregressa storia di anafilassi in quanto l'allergia alimentare si differenzia da altri tipi di allergia perché l'ingestione, anche di quantità minime dell'alimento può essere letale.

     Reazioni Avverse ai Farmaci (RAF)

Le reazioni avverse ai farmaci sono una patologia ad alto impatto socio-economico e costituiscono un fenomeno in costante aumento anche in relazione all'aumentato consumo di farmaci. Ad oggi nel nostro paese non esistono dati epidemiologici certi a causa della difficoltà di fare una precisa diagnosi causale, della scarsità di mezzi diagnostici predittivi validati e delle mancate segnalazioni alle autorità sanitarie. Le RAF si distinguono in prevedibili e non prevedibili, queste ultime costituiscono circa il 25% di tutte le RAF. Alcuni dei principali quadri clinici ad esse attribuibili sono: Shock, orticaria-angioedema, broncospasmo, rino-congiuntivite, eczema da contatto o eczema generalizzato. Tra i farmaci più frequentemente in gioco vi sono gli antibiotici, in particolare le penicilline e derivati, i farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), come l'aspirina, o i piramidonici, alcuni anestetici. Nei paesi occidentali si calcola che il 10-15% dei pazienti ospedalizzati va incontro a RAF di cui il 6,7% sono da considerare reazioni gravi o mortali. I ricorsi in Pronto Soccorso sono ascrivibili a RAF con percentuali tra il 3,1-6,2% e sono oltre il 12% i casi di reazione a mezzi di contrasto iodati. Negli USA i decessi causati da RAF sono stati 3,2/1000 pazienti ospedalizzati, mentre in Danimarca sono stati 6/milione/anno.

     Reazioni Allergiche a punture di Imenotteri

Le reazioni avverse al veleno degli imenotteri sono manifestazioni locali o sistemiche che si verificano in soggetti geneticamente predisposti dopo l'iniezione di veleno da parte di questi insetti (Api, Bombi, Vespe, Polistes, Calabroni), la puntura di imenotteri può causare reazioni anche fatali. Sono a maggior rischio gli apicoltori e i loro familiari, gli agricoltori, i giardinieri ed in generale i lavoratori all'aria aperta. I soggetti con reazioni locali estese hanno un rischio del 5% di avere una reazione sistemica alla successiva puntura (Mauriello PM e altri Allergy Clin Immunol 1984;74:494). I soggetti con reazioni sistemiche hanno un rischio del 50% di reazione sistemica alla successiva puntura, con gravità pari o superiore. I dati epidemiologici sono scarsi a causa della mancanza di specifici studi epidemiologici e della mancata denuncia dei casi. La prevalenza di reazioni sistemiche rilevate al Pronto Soccorso in Italia è tra 0,6 e 4,4% / 100.000 abitanti/anno (Fonte: SIAIC - Società Italiana Allergologia e Immunologia Clinica). Casi fatali nel mondo (sicuramente sottostimati) tra 0,09 e 0,45 / milione di abitanti /anno.

torna all'indice#

COSTI ECONOMICI DELLE MALATTIE ALLERGICHE

Asma e Rinite
Poiché la maggior parte degli studi di economia sanitaria riguarda l'asma bronchiale (Per maggiori dettagli si rimanda al capitolo specifico sull'asma), risulta difficile effettuare stime dei costi che riguardano isolatamente la rinite, d'altra parte la presenza di rinite incrementa i costi dell'asma ed è stato addirittura valutato che la concomitante presenza di rinite porti ad un incremento del 46% dei costi sanitari sostenuti per i soggetti dello stesso sesso ed età, che presentano solo asma bronchiale.
DA
Un recente studio ha calcolato che il costo medio annuo a carico del paziente per la gestione, controllo e cura della Dermatite Atopica è pari a euro 1.248 per ciascun paziente affetto da DA (adulti-bambini / forme croniche diffuse - forme acute localizzate). Sono stati presi in esame per effettuare il calcolo medio annuo i soli costi legati all'acquisto dei farmaci per la terapia farmacologia standard, per l'acquisto di prodotti per l'idratazione e l'igiene della cute e quelli per le visite specialistiche (Fonte: AIEA).
DAC
In italia non esistono sono studi specifici ma dati provenienti da altri paesi danno una dimensione del problema: in America vengono spesi più di 300 milioni di dollari anno per la diagnosi e terapia; in Germania nel periodo 87-90 sono stati spesi più di 54 milioni di marchi. In Inghilterra negli anni 77-78 sono state perse 290.000 giornate lavorative.
Allergie Alimentari, Reazioni Avverse ai Farmaci, Reazioni Avverse alle punture di Imenottero
Ad oggi non esistono dati relativi ai costi associati a queste patologie, la molteplicità e complessità delle cause e delle manifestazioni delle Malattie Allergiche, spesso legate tra loro, rendono difficile eseguire un calcolo preciso sui loro costi. Una grande parte dei costi legati alle Allergie Alimentari si riferisce all'acquisto di alimenti speciali ma anche a medicinali salvavita non forniti dal Sistema Sanitario Nazionale in tutte le regioni (come ad esempio l'adrenalina pronta fastjekt e l' ITS).

torna all'indice#

IMPATTO SOCIALE E PSICOLOGICO

I dati che emergono rendono evidente come le Malattie Allergiche oltre ad avere un importante impatto sulla salute della persona che ne è affetta, incidano in modo non trascurabile anche da un punto di vista economico sulla vita del paziente e della sua famiglia evidenziando ancora di più come queste malattie debbano essere considerate come un vero e proprio problema sociale.
Per tutte le Patologie Allergiche non possono essere sottovalutati oltre ai costi diretti i costi causati dalla necessità di adeguamento degli ambienti di vita e di lavoro (pulizia/ristrutturazione degli ambienti), i costi per l'acquisto di ausili per l'abbattimento dell'inquinamento indoor, i costi per l'acquisto di generi di abbigliamento adeguato alle problematiche dermatologiche e i costi non tangibili legati al cambiamento totale delle abitudini di vita e alla limitazione delle relazioni sociali. Il coinvolgimento della famiglia e della società civile sono alla base di un necessario programma di prevenzione orientato all'individuo e alle sue esigenze che deve essere attuato per permettere a questi pazienti di vivere una vita il più possibile "normale".

torna all'indice#

TUTELA DEL PAZIENTE CON ALLERGIA GRAVE

     1. Allergie nel bambino

- Coinvolgimento della Medicina Preventiva Scolastica e della scuola per adottare piani
  di accoglienza per i bambini affetti da malattie allergiche (adozione delle misure preventive
  per l'abbattimento delle possibili cause scatenati crisi allergiche con particolare attenzione
  alle contaminazioni alimentari).
- Coinvolgimento delle Istituzioni Scolastiche per l'attuazione di piani personalizzati
  di intervento che garantiscano la somministrazione di farmaci in orario scolastico e, ove
  necessario, la presenza di personale sanitario qualificato per la somministrazione
  dei farmaci salvavita. Le norme previste nella legge 626/94 sono del tutto insufficienti.
- Riconoscimento anche per i bambini affetti da gravi forme di allergia dell'indennità
  di accompagnamento.

     2. Allergia nell'ambiente di lavoro

(Asma,DA,DAC indotta da agenti sensibilizzanti di origine professionale) Rappresenta il 5-10% delle forme dell'asma dell'adulto, non esistono dati ufficiliali relativamente alle altre forme allergiche ma i dati relativi ad altri paesi indicano chiaramente le dimensioni del problema. La principale conseguenza della diagnosi di allergia professionale è rappresentata dall'allontanamento del lavoratore dall'agente che provoca la malattia. Nella maggiore parte dei casi il lavoratore si vede costretto ad abbandonare il proprio lavoro; laddove possibile invece occorrerebbe riallocare il lavoratore in una zona priva di rischi o indennizzato per tutto il periodo durante il quale cerca un'altra attività. La ricerca di una nuova attività dovrebbe essere facilitata e promossa da un organo ufficiale. Non esiste una legislazione specifica che tuteli il lavoratore allergico che incontri rischi di aggravamento o peggioramento della malattia a causa di una determinata attività professionale o di un determinato luogo di lavoro. Anche in questo caso la legge 626/94 è del tutto insufficiente. Non esiste inoltre nessuna disposizione che preveda un'indennità professionale in questi casi. Si potrebbe ricorrere ad una valutazione previdenziale in materia di invalidità civile, con i limiti che queste disposizioni presentano nel caso di asma bronchiale.

     3. Disposizioni legislative

• Inserimento delle Malattie Allergiche nelle malattie croniche e invalidanti.
• L'educazione del paziente allergico e il necessario supporto psicologico sono
  indispensabili per il controllo della malattia e devono figurare nella definizione dei LEA.
• Revisione della normativa in materia di "Invalidità", con adattamento delle disposizioni
  vigenti. Il DM del 2/2/92, pubblicato nella GU n. 47 del 26/2/1992 fornisce i seguenti valori:
      - Asma allergico, da un minimo di 21 ad un massimo di 30 punti
      - Asma intrinseco, 35 punti
E' evidente che queste percentuali non corrispondono affatto alle conseguenze di forme moderate e gravi della malattia corrispondenti alle definizioni delle Linee Guida del Progetto Mondiale Asma e delle caratteristiche di variabilità della malattia stessa.
• Verifica del rispetto della norma prevista per legge relativa alla composizione delle
  Commissioni Esaminatrici della ASL che devono comprendere il medico specialista nella
  patologia di riferimento tenendo conto anche dell'età del paziente da esaminare.

torna all'indice#

CONTROLLO AMBIENTALE

Le Malattie Allergiche hanno un forte impatto sulle famiglie e più in generale nella vita di relazione. Essenziale al controllo della malattia è il "controllo ambientale", ciò significa che a scuola, negli ambienti di lavoro, e più in generale negli ambienti confinati si deve tener conto del malato allergico. Nel 1998 il Ministero della Salute ha istituito una Commissione tecnico-scientifica all'interno della quale è stato costituito il Gruppo di Lavoro "Allergie" che ha formulato criteri per il controllo di qualità dell'aria indoor relativamente al rischio allergologico negli ambienti domestici e pubblici ed ha elaborato una proposta di un programma specifico per le scuole. Il Gruppo di Lavoro ha individuato per ognuno di questi obiettivi misure appropriate per assicurarne la realizzazione e possibili interventi in funzione dei vari livelli di responsabilità. Le associazioni dei pazienti insistono affinché le "Linee Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati" pubblicate nella G. U. del 27 novembre 2001, N.252 definite dalla Commissione vengano attuate.

torna all'indice#

PROPOSTE DI STRATEGIE POLITICHE

• Definizione dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali ivi compresa la medicina
  d'urgenza e il pronto soccorso
• Formazione dei medici generici e dei pediatri sulle malattie allergiche e sul loro trattamento
• Formazione per i genitori di bambini allergici sulle norme preventive e sulla gestione
  del bambino allergico
• Formazione nelle scuole del personale docente e non docente per una corretta
  accoglienza del bambino allergico tenendo conto delle sue specifiche esigenze
  e necessità.
• Educazione del paziente e della famiglia (Scuola dell'allergia)
• Il riconoscimento del rilievo sociale delle malattie allergiche deve trovare posto nel Piano
  Sanitario Nazionale e nei Piani Sanitari Regionali che devono indicare misure concrete
  e programmatiche nonché le necessarie risorse finanziarie per la loro attuazione.

torna all'indice#

CONCLUSIONI

Le Malattie Allergiche sono un vero e proprio problema sanitario che deve essere affrontato a tutti i livelli. La definizione di una strategia dovrebbe consentire:
• Riduzione dei tempi tra esordio della malattia e diagnosi
• Corretto trattamento medico e farmacologico
• Conoscenza delle misure preventive (compreso il controllo ambientale)
• Riduzione del numero delle crisi e di conseguenza un ricorso minore alle cure
  di emergenza ed ai ricoveri ospedalieri
• Le misure a sostegno del reddito permetterebbero una migliore gestione della malattia
  e di conseguenza una migliore qualità della vita per il paziente e i suoi familiari.

torna all'indice#

SUPPORTO ALLE ASSOCIAZIONI DEI PAZIENTI

EFA - European Federation Allergy and Airways Diseases Paients Associations, si occupa dal 1991 della tutela dei pazienti asmatici ed allergici in Europa. Ha realizzato numerosi progetti in collaborazione con le associazioni dei 44 paesi aderenti e con il supporto della Commissione europea e delle Società Scientifiche, tra cui "Qualità dell'aria negli ambienti scolastici" e " Qualità dell'aria nelle abitazioni.
Le Associazioni aderenti all'EFA hanno sottoscritto il "Manifesto Europeo dei Pazienti Asmatici" nel 2002. E' in corso di preparazione il Manifesto dei pazienti allergici.

torna all'indice#